Casteggio, sfida e beffa al Museo con reperti archeologici (e i falsi)
Ma quel reperto è vero o falso? Quel manufatto è davvero romano o è stato realizzato ora? Un gioco tra arte contemporanea e arte antica, un esperimento in cui vengono coinvolti i visitatori per scoprire come ciò che era possa dialogare perfettamente con ciò che è: se vi capita in questi giorni di visitare il Museo Archeologico di Casteggio capirete meglio di che si tratta, e potrete diventare anche voi parte di una performance d'arte contemporanea che stimola il visitatore del ventunesimo secolo a interrogarsi sul vero e il verosimile, su quel che è davvero o che potrebbe solo essere. L'iniziativa - unica nella nostra provincia -, che si svolge fino al 27 ottobre nelle sale del museo oltrepadano, è di fatto anche un diversivo per rendere più accattivante la visita alle sue sale, un'idea dell'artista bronese (ma greco d'origine) Aris Marakis e del curatore e storico dell'arte Mauro Di Vito accolta con entusiasmo dalla direzione del museo, la quale si è prestata volentieri al gioco: «Abbiamo accettato di la proposta di Aris di esporre le sue opere nelle nostre sale - spiega Dezza- innanzitutto perché si pongono in dialogo con l'antico, cercando di avvicinare due epoche lontanissime per cultura e società attraverso il mondo dell'arte. I materiali, le forme, lo stile delle sue opere odierne si fondono con quelle antiche, in una continuità che stupisce l'osservatore esperto e inganna il distratto o l'ingenuo. Se questo affascinante aspetto è stato il primo motivo che mi ha spinto a dire di sì, ce n'è stato anche un secondo: alcuni pezzi della sua produzione erano stati già esposti due anni fa al Castello Visconteo di Pavia in una mostra collettiva intitolata "Contempora Longobardorum", guarda caso proprio nella sala romana dedicata a Casteggio. Vista questa coincidenza mi sembrava appropriato ospitare le sue opere qui da noi, e coinvolgere i nostri visitatori nel nuovo capitolo della sua sperimentazione. Nonostante l'antichità dei nostri reperti siamo un museo giovane, quest'anno compiamo 45 anni, e ci impegniamo per promuovere nuove esperienze di fruizione, ospitando anche visite teatralizzate, cacce al tesoro e incontri dedicati ai più piccoli». Passeggiando tra le teche del museo, tra i reperti preistorici, romani e longobardi, saranno dunque nascosti alcuni pezzi firmati dall'artista, inseriti con naturalezza nel percorso espositivo. «Chi volesse compierlo in autonomia durante gli orari di apertura del museo potrà farlo fino al 27 ottobre- dice ancora Dezza - e verrà ovviamente informato alla fine di quali erano gli oggetti non autenticamente antichi. Chi invece vorrà usufruire della visita guidata potrà farlo in occasione del finissage della mostra, quando sarà l'artista stesso a svelare l'identità delle sue opere» . --Serena Simula