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StradePrima nebbiaed è già disastroÈ tornato l'autunno e con lui le prime nebbie. Uscire al mattino presto per andare a lavorare è diventato un incubo visto come è conciata la Valtidone tra buche e mancanza di segnaletica decente sull'asfalto, dato che in alcuni punti non la si vede nemmeno. È una vergogna, e poi si piange quando succedono gli incidenti... Bisogna conoscere la strada a memoria. Come è possibile uno schifo così? Possibile che nessuno può fare nulla?Elena BoniniPaviaCimitero di MirabelloQuesti i nostri pianiScrivo per rispondere alla lettera "Idea per il cimitero di Mirabello" pubblicata il 6 ottobre e firmata da Franca Bargiggia. Gentile signora Bargiggia, innanzitutto desidero ringraziarla per i suggerimenti contenuti nella sua mail. La nostra Giunta si è insediata da pochi mesi ma posso garantirle che, oltre a recepire con grande umiltà i suggerimenti dei cittadini, tiene molto ai luoghi di culto della nostra città.Premesso ciò, è chiaro che la situazione dei quattro cimiteri cittadini richiede diversi interventi di manutenzione che, nel loro insieme, comportano un grosso impegno economico per l'Ente. E' stato fatto un programma delle urgenze e delle problematiche presenti nelle quattro strutture e, a Mirabello, è stata data la priorità all'abbattimento delle barriere architettoniche e alla ristrutturazione della fatiscente costruzione adesso transennata.La fattibilità della sua proposta necessita di un confronto tecnico-economico con i Settori competenti, soprattutto in considerazione del fatto che nel cimitero di Mirabello ci sono decine di ossari (che possono contenere sino a 3 urne cinerarie) completamente vuoti, e sono già la risposta adeguata alle eventuali esigenze del bacino di utenza che intende optare per la cremazione.Dobbiamo inoltre tenere conto che la Socrem, Società di Cremazione Pavese, ha appena inaugurato al Cimitero monumentale un nuovo e bellissimo tempio che sarà in grado di soddisfare le esigenze di cremazione dei pavesi per i prossimi decenni.Barbara Longo. assessoreal Personale, Formazionee Sviluppo risorse umane,Pari opportunità, Servizi civici e cimiteriali - Comune di PaviaRiflessioniTrattiamo la mortecon rispettoAvevo 20 anni quando mia nonna Giuseppina (Pina) morì nel mese di gennaio del 1970. Aveva 70 anni, l'età che avrò io l'anno prossimo. Affetta da un tumore maligno allo stomaco, se ne andò nel giro di tre mesi. Ricordo lucidamente il mio lento salire le scale e la vista del cadavere di mia nonna disteso sul letto: pareva dormire in una compostezza davvero inumana. I suoi occhi azzurro cielo si erano spenti per sempre. Piansi a dirotto, ma con "gioia". Qualche anno dopo se ne andò anche mio nonno Giuseppe e fu composto nel suo letto in casa. Nel vederlo immobile e sereno fui pervaso dai tanti ricordi che mi hanno legato a lui per molto tempo. Con lui, da bambino, andavo al Verziere (mercato ortofrutticolo) con il cavallo e il carretto in via Oberdan (ora adibito a parcheggio) e assistevo alla compra-vendita delle primizie dell'orto.Il ricordo della morte dei miei nonni è riaffiorato in questi giorni ove il dibattito sulla morte assistita è di grande attualità. Mi chiedo perché non possiamo avere in Italia la stessa possibilità che esiste in alcuni Paesi civili di scegliere serenamente il modo in cui morire, quando la sofferenza è grave e irrimediabile. Noi tutti dovremo affrontare l'ultimo giorno della nostra vita. Io spero intensamente che il mio possa essere in una situazione di serenità ed affetto come è stato quello dei miei nonni.La morte è qualcosa di sacro e importante. Dopo la nascita, la morte è il passo più importante della vita. Trattiamolo con il rispetto che merita, con il viso scoperto e la fronte alta, non con non-detti e mezze parole oscure. Di fronte a un degrado fisico senza ritorno, quando il paziente non chiede altro che smettere di soffrire, e la famiglia ne è consapevole, credo che pochi medici che abbiano un poco di cuore neghino davvero la pace a chi la vuole con tutta l'anima.Aldo Lazzari. Pavia