«Lasciateci lavorare» «No, siete schiavi»
BRONI. Lavoratori contro lavoratori. Si può sintetizzare così la mattinata di ieri sul piazzale della logistica "Gottardo-Tigotà" di Broni, dove si sono fronteggiati con slogan, urla e insulti, ma senza mai scontrarsi, i protagonisti della vertenza che si sta trascinando ormai da una settimana: da una parte, schierati nelle loro magliette verdi, i 500 dipendenti dei punti vendita "Tigotà" di Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna, dall'altra una cinquantina di scioperanti, appoggiati dal sindacato Si Cobas; il terzo presidio è quello dei lavoratori della logistica, che protestano per il blocco delle merci. In mezzo, polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa per evitare qualsiasi tipo di contatto tra le "tifoserie" schierate le une contro le altre.Contro lo scioperoLa giornata è iniziata di fronte al punto vendita "Tigotà" di quartiere Piave, dove si sono ritrovati i dipendenti delle filiali, che poi si sono trasferiti con alcuni pullman al parco logistiche. Il servizio d'ordine ha fatto entrare i mezzi da un ingresso secondario, in modo da evitare lo scontro con gli scioperanti, in picchetto davanti ai cancelli. Striscioni, trombe da stadio e tamburelli per lanciare un messaggio ben preciso, «Vogliamo lavorare!». «Siamo qui per costruire e non per distruggere - affermano i dipendenti e i vertici dell'azienda -. Oltre 700 punti vendita rischiano di rimanere vuoti e ci sono grossi problemi di organizzazione del lavoro». Con loro si schierano anche gli operai della logistica contrari al blocco: «Per 50 persone che vogliono scioperare ce ne sono 200 che vogliono lavorare e non vogliono perdere il posto» gridano ai colleghi.Cobas ad oltranzaDavanti al cordone della polizia, i Cobas non arretrano e lanciano i loro slogan contro gli altri gruppi («Siete schiavi», «Il posto di lavoro non si tocca, lo difenderemo con la lotta»), ribadendo la loro posizione in merito alla vertenza: «Noi chiediamo la riassunzione degli 8 operai a cui era scaduto il contratto e da qui partiamo per aprire una trattativa - è la posizione degli scioperanti -. Inoltre vogliamo che vengano applicare le giuste condizioni contrattuali, come l'inquadramento nel settore logistica/trasporti e non in quello commercio/industria».--O.M.