La pavimentazione si solleva chiesa inagibile per i fedeli

SAN GENESIO. Resterà chiusa fino a data da destinarsi la chiesa di San Genesio Martire. Un provvedimento necessario dopo che una porzione significativa della pavimentazione, rifatta 35 anni fa, si è sollevata di circa 30 centimetri. Ora le celebrazioni religiose si tengono nel salone dell'oratorio che accoglie 94 di posti a sedere. Troppo pochi per la messa domenicale delle 10 che ospita mediamente circa 200 persone. E così il parroco, don Antonio Razzini, ha deciso di allestire un maxi schermo nella sala vicina dove viene trasmessa la funzione religiosa che, a quell'ora, vede la partecipazione dei ragazzi e dei loro genitori. Soluzione provvisoria«Abbiamo trovato questa soluzione, possibile grazie alla conformazione della struttura, per cercare di tamponare una situazione che probabilmente si protrarrà per molto tempo - spiega il parroco -. Dispiace per i disagi provocati alla comunità parrocchiale, ma la chiesa pretende interventi risolutivi». Una chiesa che presenta anche crepe evidenti nelle pareti interne ed esterne, tenute sotto costante monitoraggio attraverso fessurimetri che, con letture effettuate 5 volte al giorno, stanno registrando i minimi assestamenti strutturali. Rilievi che proseguiranno per i prossimi 8 mesi, indispensabili per conoscere lo stato di salute di questo edificio a pianta ottagonale, realizzato nel Settecento su progetto del Veneroni e innalzato sui resti di una chiesa eretta nel Cinquecento. Gli scavi, effettuati ad una profondità di un metro e mezzo, all'interno della chiesa, nel punto dove si è innalzato il pavimento, hanno portato alla luce uno dei pilastri del vecchio edificio.il sopralluogoIeri pomeriggio si è tenuto un sopralluogo della Soprintendenza e dell'ufficio beni culturali della diocesi per fare il punto sui prossimi interventi. In programma ci sono infatti altri carotaggi ad una profondità maggiore per ulteriori verifiche, fondamentali per capire se il sollevamento sia dovuto ad infiltrazioni o a dilatazione termica, legata anche agli sbalzi di temperatura eccessivi, sempre più frequenti e dovuti al cambiamento climatico. Altri scavi, eseguiti all'esterno, ad una profondità di 15 metri, hanno escluso cedimenti del sottosuolo, ma hanno individuato, sotto 3 metri, la presenza della falda acquifera. È già stato invece ultimato, e presentato in un'assemblea, il capillare lavoro di scannerizzazione, effettuato con laser sofisticati, sullo stato delle fessurazioni rilevate nei muri della chiesa, una sorta di tac strutturale di cui si dovrà tener conto durante il restauro. Intanto il Comune ha stanziato 5.700 euro dei complessivi 11mila utilizzati per la sistemazione del teatro e per l'ampliamento della cucina dell'oratorio. «La chiesa e l'oratorio - sottolinea il sindaco Cristiano Migliavacca - sono strutture fondamentali per la nostra comunità». --Stefania Prato