Immigrati di ieri e di oggi Gli italiani in Argentina

MORTARA. Chi in Lomellina non ha un parente che scelse di attraversare l'Atlantico e raggiungere l'Argentina? Alla fine dell'Ottocento in migliaia s'imbarcavano a Genova per raggiungere Buenos Aires e, di qui, le sterminate pianure della Pampa, dove venivano impiegati come "peones", cioè come braccianti, o come operai per il "ferrocarril", la linea ferroviaria. Molte di queste storie sono raccontate nel libro "La terra assegnata" di Rinaldo Bernardi e Gabriela Corigliano, che domani, alle 17.30, saranno alla biblioteca "Francesco Pezza" (Civico17) di via Vittorio Veneto a fianco di Alejandro Librace, presidente dell'associazione Cuore argentino.«Oggi gli argentini di origine italiana - scrive Librace nella prefazione - rappresentano il primo gruppo etnico del paese sudamericano con circa 25 milioni di persone: più del 50% della popolazione argentina riconosce una qualche discendenza da avi italiani. La componente di origine italiana, insieme a quella spagnola, costituisce di fatto l'ossatura principale della società argentina. Con questo volume non vogliamo celebrare personaggi che ormai si sono guadagnati il loro posto nell'olimpo della storia, ma rendere giustizia ad alcuni milioni di eroi invisibili che hanno contribuito alla grandezza dell'Italia nel mondo». Nel 1876 il governo argentino offrì la possibilità di assegnare agli immigrati terreni gratuiti o pagabili ratealmente a prezzi contenuti, mentre nel 1882 decise di concedere gratuitamente 25 ettari di terreno a tutti i nuclei familiari. Il libro racconta una decina di storie di italiani, bambini, giovani, adulti, partiti per cercare una vita migliore in Sudamerica. --Umberto De Agostino