Cinema gratis con il giornale Aquile randagie al Politeama
Maria Grazia Piccaluga"Aquile randagie", il lungometraggio di Gianni Aureli girato in gran parte a Pavia, sarà domani e dopo nelle sale della città. Ci arriva a un anno di distanza dalle riprese - girate tra piazza Botta, piazza del Carmine e il collegio Ghislieri - dopo essere stato presentato in prima mondiale come Evento Speciale alla 49esima edizione del Giffoni Film Festival 2019 lo scorso luglio.Il cinema Politeama di Pavia propone quattro proiezioni speciali, con doppio turno, alle 18 e alle 21 di domani e martedì. E per la prima giornata mette a disposizione di "Noi Provincia Pavese" 10 biglietti gratuiti: quattro per la proiezione delle 18 e 6 per quella della sera. Il coupon per entrare gratuitamente al cinema, disponibile fino a esaurimento e scaricabile dal sito on line del giornale, dà diritto all'ingresso per 1 persone e dovrà essere presentato alle casse. " Aquile randagie" è una storia di coraggio e di Resistenza senza armi, la storia di un gruppo di scout che ha detto no al fascismo salvando migliaia di vite.Il ciak lo scorso agosto con un cast di giovani attori professionisti ai quali si sono mescolate numerose comparse arruolate a Pavia. A interpreti come Ralph Palka, Pietro De Silva, Marc Fiorini, sono stati affidati ruoli simbolici: il nazista, la vittima delle violenze, il Cardinale Schuster, Monsignor Montini (che sarà Paolo VI) e naturalmente Sir Robert Baden Powell, il fondatore dello scoutismo internazionale. La parte cittadina del film è stata girata in città, tra piazzetta delle Rose, l'ex Arsenale (in cui si svolge la scena finale), il collegio Ghislieri, piazza del Carmine, piazza Botta e il Bosco Grande (dove sono state girate le scene in cui gli scout salvano alcuni ebrei dalla deportazione). La troupe si è poi spostata per altre scene a Milano, in Valtellina e nel Reggiano.Quella delle Aquile Randagie è una storia vera. Il 22 aprile 1928 lo scoutismo venne dichiarato soppresso da Mussolini. Ma a Milano un gruppo di giovani scout si rifiutò di consegnare le divise dando inizio a una resistenza pacifica che - giurarono - sarebbe durata «un giorno in più del fascismo».Per creare l'Opera Nazionale Balilla Mussolini, infatti, si era ispirato all'uniforme, all'organizzazione e ai rituali scout, sovvertendone però valori e obiettivi. Le Aquile Randagie non accettarono mai queste imposizioni che stravolgevano l'essenza della loro missione e quindi decisero di portare avanti un'attività clandestina. Più tardi, quando nel 1943 viene firmato l'armistizio, molti di loro si arruolarono tra i partigiani seguendo però sempre i principi scout. La loro fu una resistenza disarmata e non violenta: «noi non spariamo, non uccidiamo, noi serviamo» scriveranno. Disarmati ma pronti a compiere il proprio dovere: crearono una rete che permise di salvare dapprima i militari italiani che non volevano aderire alla Repubblica di Salò, poi quelli inglesi e americani fuggiti dai campi di concentramento. Migliaia furono gli ebrei che fecero fuggire in Svizzera, procurando loro documenti falsi. --