Senza Titolo
Esordio della stagione di prosa venerdì 8 novembre (ore 20.30 turno A, sabato 9 ore 20.30 turno B e domenica 10 ore 16 turno C) con un grande titolo, che riguarda uno dei capolavori della letteratura russa del Novecento, Il maestro e Margherita, di Michail Bulgakov, per la riscrittura di Letizia Russo e la regia di uno dei migliori artisti emergenti, Andrea Baracco; protagonista Michele Riondino nella parte di Satana, alias Woland. Una produzione Teatro Stabile dell'Umbria. «Un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti - spiega Baracco - si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all'interrogarsi su quale sia la natura dell'uomo e dell'amore. Basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell'impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento. Insomma, in questo romanzo si vive, sempre». E Michele Riondino è semplicemente fantastico nei suoi dissacranti acuti strillati e strozzati e nella varietà di sfumature raggiunta dal lavoro sulla voce e sulla mimica facciale, sulla gestualità e sull'andatura che trasfigurano l'attore nel personaggio più del trucco e del costume.Secondo appuntamento venerdì 29 novembre, ore 20.30 (sabato 30 ore 20.30 turno B e domenica 1 dicembre ore 16 turno C) 1984 tratto dal romanzo di George Orwell, con il regista scozzese pluripremiato Matthew Lenton e un cast tutto italiano per la produzione Ert - Fondazione Teatro Emilia Romagna - Teatro Nazionale. «Cosa accadrebbe se fossi osservato tutto il tempo? - si interroga Lenton - e se le autorità conoscessero tutti i tuoi pensieri? Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbero scoprire?» A partire da un'indagine sulla verità e sulle diverse forme di controllo del pensiero attraverso i mezzi di comunicazione di massa, nel suo «1984» Lenton mette in luce quanto Orwell sia attuale oggi più che mai: in un mondo costantemente sorvegliato, quanto è probabile che le autorità arrivino a controllarci del tutto? E invita quindi a non andare su Facebook, su Twitter, non usare gli smartphone, ma ad essere presente, camminare nelle strade e parlare con le persone che si incontrano. Uscire da tutto questo sistema virtuale e vivere.Dal 10 al 12 gennaio 2020 (ore 20.30 turni A e B, ore 16 del 12 gennaio turno C) in scena due fuoriclasse del palcoscenico, Isa Danieli e Giuliana De Sio, con lo spettacolo Le signorine di Gianni Clementi (produzione Nuovo Teatro), ironico spaccato di vita conflittuale tra due sorelle zitelle. Le due mattatrici, che veramente fanno ridere tanto, trascorrono le loro giornate in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. Entrambe zoppe, sole, infelici, le vediamo passare dai bottoni e cotoni della loro merceria assediata da empori cinesi e fast food mediorientali, alla loro piccola casa, ordinata e pulita, misera di affetto e arredo.Il Teatro Franco Parenti di Milano celebra quest'anno Giovanni Testori con il ritorno sul palcoscenico della storica regia di I Promessi sposi alla prova, di Andrée Ruth Shammah. Lo spettacolo sarà a Pavia dal 24 al 26 gennaio (ore 20.30 turni A/B, ore 16 il 26 gennaio turno C). È una sfida vinta, quella di Andrée Shammah, di far rivivere lo spettacolo originario. Lui stesso dice: «Per quanto lontano dai noi e dallo spirito del nostro tempo, un classico è tale perché capace di risvegliare dubbi ed emozioni proprie a tutti gli esseri umani». Sul palco, giovani interpreti affiancati da grandi attori (Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Carlina Torta, Laura Pasetti) che si mettono alla prova con la scrittura di Testori. Alessandro Serra, dopo l'esperienza del Macbettu shakespeariano, affronta quest'anno Anton Cechov, con Il giardino dei ciliegi dal 7 al 9 febbraio (ore 20.30 Turno A e B, ore 16 turno C della domenica). La vicenda si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini, dove arriveranno i padroni, che hanno viaggiato molto, vissuto e dissipato la loro vita. Bambini invecchiati che tornano a casa. Tuttavia il sentimento che pervade l'opera non ha a che fare con la nostalgia o i rimpianti ma con qualcosa di indissolubilmente legato all'infanzia e che si atrofizza in età adulta. Il Don Chisciotte di Cervantes sarà in scena dal 21 al 23 febbraio (ore 20.30 turno A/B, ore 16 turno C). Lo spettacolo, liberamente ispirato al romanzo di Cervantes, porta sul palco un Alessio Boni come sempre splendido e dominante nella sua bravura, ma anche una sorprendente Serra Yilmaz nei panni del fido scudiero Sancho Panza. Uno spettacolo nello spettacolo è la meravigliosa figura di Ronzinante, cavallo meccanico mosso da un Nicolò Diana posizionato al suo interno, che ne gestisce gli spostamenti (grazie all'ausilio di ruote posizionate al termine delle zampe) e i movimenti del muso, andando a sottolineare le sfumature espressive dell'animale. La comicità intelligente di Natalino Balasso è protagonista di Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni (in scena dal 28 febbraio al 1 marzo) in una versione contemporanea diretta da Valerio Binasco. Il romanzo-capolavoro di Jean Austen Orgoglio e pregiudizio, per la regia Arturo Cirillo, in versione scenica dal 6 all'8 marzo.Conclusione di classe dal 7 al 9 aprile con John Gabriel Borkman, grande finanziere che lo sfrenato egoismo e ambizione hanno portato per otto anni in prigione per bancarotta. In scena Gabriele Lavia, protagonista, Laura Marinoni e Federica Di Martino. --Daniela Scherrer