Monique, la pantera di Broni con il cuore nella sua Africa

BRONI. Si è avvicinata al basket vedendo le gesta di Michael Jordan, anche se il suo giocatore preferito è Kobe Bryant. Monique Ngo Ndjock, ala, 33 anni, arrivata alla Della Fiore Broni da Lucca, è in Italia da giovanissima, ma ha mantenuto un forte legame con il natio Camerun, dove vivono i parenti, a cui in questi anni ha spedito le sue maglie da gioco: San Raffaele Roma, Ancona, Parma, Battipaglia, Ragusa, Lucca, Schio e adesso la canotta biancoverde delle oltrepadane. «A Broni mi sono subito trovata bene perché l'ambiente è sereno e c'è voglia di lavorare - spiega Ngo Ndjock - sono arrivata in Italia all'età di circa 13 anni, ho iniziato a giocare a basket tra i 13 e i 14 anni, anche se non avevo mai fatto minibasket. Dovevo decidere tra pallacanestro, che all'epoca non conoscevo ancora, la pallavolo e il calcio, alla fine ho scelto il primo perché vedevo un certo Michael Jordan, ma non riuscivo a capire esattamente quali fossero le regole di questo sport, così ho voluto provare. Se Jordan mi fatto cominciare, il giocatore che mi ha maggiormente stupito è Kobe Bryant, per la concentrazione, il suo modo di giocare e la sua fisicità».Ngo Ndjock ha cominciato così la sua lunga carriera, costellata di alti e bassi, senza però mai perdere la determinazione: «Purtroppo all'età di 21 anni sono stata fermata per un problema fisico, ho perso quattro anni e mezzo di pallacanestro, in cui avrei dovuto spiccare il volo e diventare una vera professionista - continua - non mi sono abbattuta, anzi questo stop mi ha dato la carica per continuare e cercare di migliorare sempre ogni anno, mettendomi a disposizione dei coach: la mia carriera l'ho costruita lavorando e faticando tantissimo, e grazie alla fiducia delle società, come Broni adesso. Non mi sento una giocatrice arrivata, ma cerco sempre di fare un passo avanti».Il legame con l'Africa rimane molto forte: «Questa estate ho trascorso un periodo molto lungo in Camerun, devo dire che mi sono proprio riposata fisicamente e mentalmente - dice Monique - in Camerun vivono i miei famigliari, fratelli e nipoti, e ho anche degli amici, quindi torno sempre volentieri. Li porto le mie magliette da basket e li rendo molto felici: loro non giocano a basket, ma mi seguono sempre con affetto e passione».Ngo Ndjock tiene i piedi ben saldi a terra: «Sono credente, quindi guardo giorno per giorno, senza fare il passo più lungo della gamba. Il mio motto è lavorare duro, fare gruppo in campo e fuori, creare un bel feeling con le compagne per superare insieme le difficoltà. Vediamo quello che uscirà, intanto lavoriamo sodo per arrivare pronte all'inizio della stagione». Dopo il riposo di ieri la squadra riprende oggi la preparazione con una doppia seduta: ore 9 alla palestra "Top" a Pavia; alle 18.30 al PalaBrera. --Franco Scabrosetti