Miasmi, un'estate di proteste in Lomellina

DORNO. Da Dorno a Sannazzaro, da Cassolnovo a Garlasco. La lotta in Lomellina è in queste settimane estive contro i cattivi odori. Gli ultimi due casi di miasmi sono stati registrati a Sannazzaro, probabilmente riconducibili alla raffineria e a Dorno (dalle coltivazioni). Nel primo caso acre aroma di idrocarburi, a Dorno di materiale organico. Ma il problema delle puzze idura ormai da tempo. Ognuno ha messo in campo le proprie risorse per combattere i cattivi odori, che sono di solito di origine chimica. Parona, il paese che ospita il termovalorizzatore, e almeno quattro aziende chimiche, dopo aver raccolto segnalazioni tra i cittadini e aver istituito una commissione ad hoc, ha deciso di rivolgersi a una società privata, che utilizza un metodo testato per capire l'origine degli odori. Sono i cosiddetti annusatori, persone selezionate da una ditta pavese, che opera in tutto il Nord Italia e ha alle spalle diversi incarichi. Dopo aver identificato quali candidati siano in possesso delle qualità necessarie e aver seguito un corso di addestramento, gli annusatori sono operativi Attraverso varie uscire giornaliere, dovranno comprendere da dove arrivino gli odori e quale sia l'origine. Se a Parona e Sannazzaro il problema è soprattutto legato ai miasmi delle industrie, nel resto della Lomellina l'origine delle puzze è dovuta ai fanghi che vengono utilizzati come concimi in agricoltura. In tribunaleLa battaglia in questo caso si è già spostata nelle aule di tribunale. Molti sindaci hanno provato a limitarne lo spandimento attraverso regolamenti comunali che ne regolano l'utilizzo. Il primo in assoluto, che ha fatto giurisprudenza è quello di Gambolò, che ha cambiato il piano delle regole all'interno del Pgt portando il limite di spandimento a 500 metri dal centro abitato. L'ultimo in ordine di tempo che aveva fissato la distanza in alcuni casi a mille metri è Cassolnovo, che però ha ricevuto una bocciatura dal Tar. Proprio nell'ultimo consiglio comunale Andrea Volpati, il sindaco che aveva voluto la limitazione, ha chiesto all'attuale Luigi Parolo di ricorrere. In realtà Cassolnovo ha modificato il regolamento di polizia urbana e non il Pgt, prima di fare qualsiasi ricorso Parolo ha deciso di consultarsi con un legale, per capire se ci siano delle possibilità di vittoria. --Andrea Ballone