L'ex sindaco Arcelloni si è spento a 78 anni alle 15 l'ultimo saluto
Sandro Barberisrobbio. Che il suo tempo fosse ormai agli sgoccioli l'aveva capito, chiedendo di tornare a casa per non passare gli ultimi momenti in una casa di cura o in un ospedale. Mario Arcelloni, una vita sulla trincea della politica locale, ha perso la battaglia contro un'insufficenza polmonare cronica nella tarda serata di lunedì nella sua casa di via Rosasco. Se ne va a 78 anni appena compiuti un personaggio che ha riscritto la storia politica lomellina degli ultimi vent'anni. Sindaco di Robbio dal 1999 al 2009, poi vice di Marcelo Gasperini dal 2009 al 2014 Mario Arcelloni era un esponente di spicco del centro destra lomellino. Tanti politici ed amministratori del territorio ieri l'hanno ricordato «per essere stato un precursore della necessità di fare rete tra sindaci lomellini». Ben inserito ai piani alti della politica provinciale, aveva goduto della stima di Giancarlo Abelli, Giacomo De Ghislanzoni e Vittorio Poma. Apprezzato dai potenti del territorio tanto che ricordava, anche negli ultimi anni, diverse "offerte" di poltrone pesanti. «Ma sono stato un impiegato per una vita e poi sindaco di Robbio, grazie ma certe cose non fanno per me» era la risposta che Arcelloni aveva sempre dato. L'unico strappo alla regola un'esperienza come consigliere provinciale ed un incarico nel polo logistico di Mortara. Per Mario Arcelloni la politica era solo e soltanto la "sua" Robbio, il paese dove era cresciuto e messo su famiglia con la moglie Mina Prina (robbiessima anche lei). Consigliere comunale in quota Dc in appoggio al sindaco socialista Giuseppe Barba negli anni '60 Arcelloni poi aveva lavorato per una vita come impiegato alla concessionaria d'auto Canella di Robbio. Al termine della carriera il ritorno sulla scena politica locale. Berlusconiano della prima ora Arcelloni nel 1999 era tornato in campo con la sua "creazione": la civica "Rinnovamento Robbiese". E dopo un trentennio il centro destra era tornato alla vittoria nella rossa Robbio battendo sul filo del rasoio il sindaco uscente Renato Sandri. Arcelloni aveva interpretato il ruolo di sindaco in maniera totale, il municipio la sua seconda casa. Sempre al lavoro per la sua città, il luogo che amava anche più del buen retiro estivo di Laigueglia. Il suo rimpianto più grande, a fine 2006, quando la società inglese British Gas comunicò l'impossibilità di estrarre metano per fini commerciali nelle campagne di Robbio appena perforate. «Avremmo potuto migliorare ancora di più la nostra cittadina con i tanti soldi che sarebbero arrivati dagli inglesi» ricordava Arcelloni. Decine le opere pubbliche dell'era Arcelloni, così come anche i momenti difficili. I più duri da affrontare la crisi aziendale della Cablelettra e poi il dramma dei tre giovani robbiesi morti in un incidente nel 2005 quando Arcelloni proclamò il lutto cittadino. Negli ultimi anni le sue condizioni sono peggiorate, i problemi respiratori sempre più gravi tanto da costringerlo ad usare sempre l'ossigeno negli ultimi mesi. L'ultima grande gioia politica della sua vita a maggio, con la sua "creatura" Rinnovamento Robbiese che ha vinto per la quinta volta di fila le comunali con Roberto Francese. L'addio ad Arcelloni, che lascia la moglie, due figli e due sorelle, oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale di Robbio. --