Von der Leyen, missione a Roma Ipotesi Garavaglia commissario
LA TRATTATIVAPrima di partire per Roma, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha fatto una confidenza: «La ministra della Difesa italiana, la mia ex collega Elisabetta Trenta, ha dato una mano per la mia elezione. Le sono grata...». Un informalissimo messaggio di gratitudine che si trasformerà in un velato suggerimento al governo italiano in procinto di indicare il candidato per la prossima Commissione europea? Chi la conosce, assicura che Ursula è troppo rispettosa delle competenze nazionali per immaginare interferenze, ma proprio oggi la presidente sarà a Roma dove incontrerà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un incontro rituale, per fare «feeling», per scambiarsi impressioni e previsioni, ma anche per misurarsi la palla su una questione che sta a cuore ad entrambi: l'identikit del commissario che spetta all'Italia nel prossimo esecutivo europeo. Il presidente del Consiglio sa che sono tante le domande finora senza risposta, la più importante delle quali è questa: se l'Italia si impunterà, potrà ottenere la Concorrenza? La risposta che Von der Layen darà, consentirà al governo di arrivare finalmente a un'indicazione. Se la presidente della Commissione dovesse essere incoraggiante, a quel punto - come confidava ieri sera Matteo Salvini sulla riviera romagnola - «il nostro viceministro Massimo Garavaglia sarebbe una buona scelta». Ma poi ha aggiunto: «Non posso impegnare nessun nome senza sapere quale tipo di incarico sono disposti a darci e d'altra parte, è difficile che ci diano la Concorrenza visto che non siamo un governo amico...». Queste parole, diverse da quelle che lo stesso Salvini aveva fatto in mattinata («Fra poche ore sarà il governo a fare il nome»), dimostrano che nel corso della giornata il premier ha consigliato prudenza, confidando sul fatto che l'incontro con Von der Leyen possa essere decisivo. Solo oggi, nell'incontro Conte-Von der Leyen se ne capirà di più, ma certo se la Lega dovesse passare - magari nella prospettiva di un atteggiamento vittimista - in quel caso tornerebbero in pista due ipotesi solide: Giovanni Tria, sondato dalla Lega, e Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, gradita molto più del ministro degli Esteri Enzo Moavero. --FAB. MAR.