Dopo la Corte dei conti la giunta di Gambolò vuole uscire dal Clir
GAMBOLÒ. Spaccati sul Clir. I Comuni si dividono sull'azienda alla quale affidare la raccolta rifiuti. Mede, che ha ricevuto la lettera della Corte dei conti che contesta la regolarità dell'affido diretto della raccolta di rifiuti, continuerà ad affidarsi alla società, Gambolò invece vuole uscire. «Non abbiamo firmato il contratto con il Clir - spiega il sindaco di Gambolò, Antonio Costantino - anche se gestiscono la nostra raccolta. La nostra consulta dell'ambiente ha verificato i requisiti del Clir, che secondo la Corte dei conti non può gestire la raccolta rifiuti come le società in house, cioè possedute al 100% da un Comune. Per questo ha aperto un'istruttoria che ha portato a un richiamo formale a Mede. Ci hanno accusato di essere contro al Clir, ma alla fine abbiamo avuto ragione». Nei mesi scorsi Gambolò aveva dato mandato agli uffici di esplorare altre strade, la lettera della Corte dei conti ha accelerato il processo. Lo statuto del Clir non prevedeva un comitato di controllo e il cda ha tre persone invece di una, come prescritto dalla legge. Secondo il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, la situazione è già stata sanata. «Siamo a tutti gli effetti una società in house - dice Guardamagna - perchè, con la modifica dello statuto, siamo pubblici al 100%. La legge dice che se ci sono valide motivazioni si può anche non avere un solo amministratore, noi le abbiamo prodotte. Il comitato analogo di controllo è stato predisposto, è composto da nove sindaci. A settembre verranno fatti firmare tutti i contratti ai paesi ai quali forniamo i servizi». --A.Bal.