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PaviaMa come si spendonoi soldi per le strade?Domenica mattina. Accompagno mia madre per una breve passeggiata nel quartiere Vallone, dove abita. Ci aiutiamo con un girello per anziani con difficoltà di deambulazione: girello standard, non fuoristrada intendo. Eppure le buche e le interruzioni del manto marciapediale sono molte e non semplici da superare. Ed occorre anche fare lo slalom gigante tra cacche di cani, macchine parcheggiate sui marciapiedi e un grosso ratto che corre davanti a noi, tra l'ombra e i lati incolti della strada.Io provo a canticchiare la canzone di Demetrio Stratos: Gioia e Rivoluzione. Ma che fare?Risposta 1: riparare i marciapiedi e difenderli dalle macchine incivili che parcheggiano impunemente.Risposta 2: invitare la polizia locale a sorvegliare ed a sanzionare i parcheggi selvaggi in tutta Pavia. Non solo nel centro città, in quei parcheggi trappola con segnaletica mancante e quasi invisibile.Risposta 3: curare il poco verde urbano che non è ancora completamente ingiallito e seccato. Aver piantato aiuole o piante o fiori e non provvedere all'innaffiatura è uno spreco di denaro e un motivo di depressione collettiva.Egregio signor sindaco, la mobilità degli anziani, dei genitori con i bambini, di tutti i cittadini è un bisogno primario. Il verde urbano è un bisogno soprattutto per i giovani: i fiori, le piante, l'erba - curati e innaffiati - servono per impedire alle ansie, alle paure, al senso di vuoto - che ci inseguono come ratti sulle nostre strade - di raggiungerci.Ed infine una nota legale: secondo il codice della strada i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie devono essere destinati ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell'ente, all'installazione, all' ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade... e dei marciapiedi! A quando un bilancio pubblico cittadino con queste voci?I cittadini, giovani e vecchi, chiedono di conoscere il conto economico di queste spese. E vorrebbero come utile: un maggior benessere diffuso nella comunità civile e non un malessere in solitudine.Paolo Turrini. PaviaPoliticaSciogliere subitoForza NuovaSciogliere Forza Nuova subito e tutte le organizzazioni neofasciste. Le perquisizioni di queste ultime ore in Piemonte e Lombardia, con il ritrovamento di un arsenale da guerra nelle abitazioni di noti esponenti neofascisti e di un missile aria/aria in un capannone a Rivanazzano Terme, rappresentano l'ennesima conferma della pericolosità delle organizzazioni neofasciste.Da tempo denunciamo la pericolosità di queste associazioni che si rifanno espressamente al fascismo, che operano, impunemente anche nella nostra provincia.Di fronte a ritrovamenti di armi da guerra (addirittura un missile), non si può più attendere, bisogna procedere allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Cosa aspetta il Ministro degli Interni, che torni l'epoca buia della strategia della tensione con le stragi di innocenti?È del tutto evidente che ci troviamo di fronte, non a organizzazioni politiche che hanno scelto la via democratica per affermare le loro idee, ma organizzazioni militari con lo scopo di sovvertire l'ordine democratico con metodi terroristici.Chiamiamo tutte le forze amanti della libertà e della democrazia al massimo della mobilitazione e della vigilanza democratica per sconfiggere il neofascismo.Piero Rusconi. segretarioprovinciale del Partitodella Rifondazione comunistaIl dibattitoIl caso Lamberte la vita da vivereIl tetraplegico Vincent Lambert è morto l'11 luglio dopo un'agonia lentissima. Dal 2 luglio gli era negata l'alimentazione e l'acqua. Lambert era un uomo di 42 anni che 11 anni fa era stato vittima di un grave incidente stradale. La sua vita dipendeva dall'aiuto degli altri perché era un paziente cronico ma sentiva e pensava. Era come tante altre persone vittime di gravi incidenti. Si calcola che in Francia ci siano 1700 persone come lui. Non era in coma e non era un malato terminale, non era intubato, respirava autonomamente, la notte dormiva e di giorno era sveglio reagendo agli stimoli esterni. Era un disabile motorio tetraplegico al quale è stato tolto, per atto intenzionale del medico, avvallato da sentenza inappellabile della Cassazione quel supporto vitale di acqua e cibo che consente la vita di ogni paziente e di ciascuno di noi.LaFrancia ci ha detto che esiste una qualità della vita al di sotto della quale la persona non è più degna di vivere e quindi è lecito ucciderla. E ciò è tremendo perché bisogna gridare che la vita fragile non si sopprime, mai, che l'uomo va tanto più preso sulle spalle di tutti quanto più grida la sua sofferenze e che lo Stato non può mai vestire i panni del dispensatore di morte. Diversamente si arriva alla barbarie.Nel deserto delle coscienze ammutolite sorprende e inquieta che l'eutanasia di Vincent sia avvenuta proprio in una unità di cure palliative le cui cure fisiologiche essenziali cioè cibo ed acqua dovrebbero accompagnare il paziente inguaribile. Queste si possono sospendere solo in un morente che non ha più bisogno di nutrizione. "I medici, ha ammonito il Papa, servano la vita, non la tolgano".Sandro Assanelli. Pavia