"Buco" da 1,7 milioni tre anni per bancarotta
PAVIA. Era accusato di avere distratto tutto il patrimonio dell'azienda e di avere lasciato un debito di 1,7 milioni di euro, impedendo così ai creditori di venire risarciti. Andrea Bosini, 67enne di Pavia, è stato condannato ieri dal giudice Luigi Riganti a tre anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. L'imputato, che ha ottenuto anche l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, dovrà anche pagare le spese processuali. Era a processo come amministratore della società di autotrasporti Ari, dichiarata fallita dal tribunale di Pavia il 29 maggio 2015. L'uomo era accusato, in sostanza, di avere distratto l'intero valore dell'azienda attraverso un passaggio societario a un'altra società senza avere in cambio alcun corrispettivo. Un danno patrimoniale elevato, per la procura, visto che lo stato passivo della società era superiore a un milione e 700mila euro. L'imputato era anche accusato di non avere tenuto in maniera adeguata i libri e i registri contabili per tutta la durata della sua attività, impedendo in questo modo al curatore fallimentare la ricostruzione del patrimonio e la possibilità di soddisfare i creditori, rimasti quindi senza ristoro. Il collegio presieduto da Riganti ieri mattina si è pronunciato con un verdetto di responsabilità. --M. Fio.