Troppa Olanda ma l'Italia va ringraziata
Massimo MeroiL'Italia femminile esce dal Mondiale ai quarti di finale senza aver subito lo straccio di un gol su azione. Nel girone eliminatorio il portiere Giuliani era stato superato da due calci di rigore: il primo su tap-in dell'australiana Kerr, il secondo della brasiliana Marta. Ieri ci sono volute due capocciate delle olandesi Miedema e Van der Gragt per decidere una partita che nel secondo tempo le orange stavano dominando senza però calciare in maniera pericolosa verso la porta azzurra.Ha vinto la squadra più forte, quella che è arrivata sin qui anche con più forza nelle gambe. Nel caldo di Valenciennes l'Italia ha retto per un tempo nel quale ha tra l'altro avuto l'occasione più importante della partita. Minuto 18': lancio di Guagni, la sponda di Bonansea mette Bergamaschi sola davanti al portiere, ma il tocco del numero 2 azzurro è debole. Contro un avversario di questo spessore, bisognava cogliere l'attimo e poi mettersi in trincea. L'Olanda, nel suo classico 4-3-3 ha un'incredibile facilità nell'effettuare i cambi di fronte con un solo passaggio che trova puntualmente una olandese libera sulla fascia. L'Italia, che inizialmente si schiera con un centrocampo a tre e Galli trequartista dietro le due punte, fatica a trovare le misure, poi qualcosa cambia dopo un quarto d'ora quando Galli si abbassa in mediana e il centrocampo diventa a quattro. Il lancio lungo, obbligato contro il pressing avversario, non è una buona soluzione perché la coppia centrale è formata da due perticone e le prendono tutte loro. Bisogna rischiare il passaggio basso in uscita e proseguire con il fraseggio stretto. Un esempio? Minuto 36': Bergamaschi disegna il corridoio giusto per Giacinti il cui sinistro è leggermente troppo largo e termina sul fondo. All'Italia mancano la freschezza e la velocità di Bonansea, eclissatasi dopo il girone di qualificazione. Il caldo è micidiale, il gioco alla mezz'ora viene interrotto per 3'20'' per permettere alle atlete di rinfrescarsi. L'Italia dietro regge l'uno contro uno degli esterni d'attacco grazie a Bartoli e Guagni che il ct Bertolini per l'occasione ha invertito di fascia.Nella ripresa la prima non rientra in campo per un problema muscolare e la sua assenza si fa sentire. Probabilmente non sarebbe cambiato niente perché è tutta l'Italia a essere sulle gambe: le azzurre non riescono più a uscire dalla loro metà campo e anche il cambio di Sabatino per Bonansea produce poco. Al 58' Van de Donk con un destro a giro centra la traversa, al 63' il destro di Spitse sembra quello di Ronald Koeman: palla fuori di pochissimo. Sono segnali inequivocabili, al di là delle discutibili decisioni di un incerto direttore di gara che ammonisce a casaccio prima Linari e poi Guagni. Al 70' il colpo di testa di Miedema fulmina Giuliani, dieci minuti dopo il difensore Van der Gragt salta un metro più alto di Guagni: 2-0. La partita di fatto finisce lì. Esattamente diciannove anni fa l'Italia maschile ai rigori eliminava l'Olanda in casa sua nella semifinale dell'Europeo. Ieri le donne li hanno "vendicati". Il verdetto va accettato. Comprensibili le lacrime finali delle azzurre, doveroso ringraziare Gama e compagne per averci fatto vivere venti giornate mondiali insperate. Siamo nelle prime otto del mondo. Chi l'avrebbe detto un mese fa? -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI