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Sandro Barberisgarlasco. Notte bollente, notti di odori forti. È quella che ha vissuto tra mercoledì e giovedì la città di Garlasco. Diverse le proteste arrivate i municipio. «In effetti l'odore era piuttosto forte, abbiamo subito avviato gli accertamenti del caso - spiega il sindaco Pietro Farina -. Si trattava di un odore organico inteso e reso ancora più fastidioso dal forte caldo stagnante di questi giorni». spandimenti agricoliSecondo il primo cittadino di Garlasco si tratterebbe «di spandimenti agricoli: non tanto dei fanghi, per cui abbiamo in vigore un regolamento che li limita - dice Farina -. Quanto di altri ammendanti, come i gessi di defecazione che non sono regolamentati in maniera efficace come avviene per i fanghi». Dalle ricostruzioni operate dal municipio gli spandimenti sarebbero avvenuti nei campi intorno a Garlasco. «Già a patire dal pomeriggio precedente, poi l'effetto cappa del caldo ha contribuito a diffondere gli odori - aggiunge Farina -. Andiamo avanti con il controllo di queste attività. La regolamentazione dei gessi di defecazione non è chiara come quella dei fanghi, ma vogliamo sensibilizzare e se possibile punire chi li getta troppo vicino all'abitato». cittadini infuriatiA segnalare i forti odori sono stati decine di cittadini di Garlasco. Il passaparola è corso anche sui social network. «Non si poteva respirare: tra caldo soffocante ed odore acre abbiamo passato una serata difficile. Servono interventi per garantire una maggiore vivibilità».regole contestatoGarlasco vuole usare il pugno duro contro chi ammorba l'aria. Ma il regolamento anti fanghi, tuttora in vigore, è stato bocciato anche dal Tar. Resterà in vigore fin quando non ci sarà (se ci sarà) un pronunciamento contrario del Consiglio di Stato, quindi il secondo grado di giudizio amministrativo dopo il Tar. Ad impugnare il regolamento è stata l'azienda produttrice di fanghi Evergreen di Tromello. L'ha fatto, così si evince dalla sentenza, perché dopo l'entrata in vigore del regolamento nel 2017 non ha più potuto gettare fanghi in diversi terreni di Garlasco. Il Tar ha dato ragione ai fanghisti, nella sentenza collegiale si spiega infatti «che la competenza sulla regolamentazione dell'uso dei fanghi in agricoltura non spetta ai municipi, ma alle Regioni». --