I figli finiscono la scuola genitori dipingono l'aula
pavia. Quando erano arrivati in prima, i bimbi della attuale quinta B della scuola elementare Maestri avevano trovato i muri della loro aula tinteggiati di fresco dai genitori degli alunni che li avevano preceduti. E ora i loro genitori hanno deciso di ricambiare il favore. «È questo il modo in cui dovrebbe essere rispettato il bene comune - sostengono i genitori insieme all'insegnante Mariagrazia Masulli - Perché essere cittadino vuol dire anche prendersi cura della comunità e del bene collettivo. Ad ognuno dovrebbe competere questo compito».I genitori si sono rimboccati le maniche e, armati di rulli e pennelli, hanno fatto la loro parte, pensando a chi verrà dopo i loro figli a popolare quella stessa aula, e a imparare sui banchi che sono stati dei loro bimbi. Un gesto che ha un significato profondo, e si inserisce nel percorso fatto in questi 5 anni dalla classe sui diritti e i doveri, sulla costituzione e la convivenza civile. «Oggi - spiega la maestra Masulli - più che mai, è necessario: c'è bisogno di un forte senso delle istituzioni, dello stato, della legalità e a ciascuno è richiesto di adoperarsi perché la democrazia, il pieno rispetto della Costituzione restino punti fermi. Ma l'esercizio delle responsabilità sociali richiede un quotidiano impegno a partecipare, a pagare di persona, a scendere in campo. Ecco perché la scuola, agenzia educativa per antonomasia, ha il dovere di cogliere la sfida che si pone agli educatori: concorrere alla ricostruzione del tessuto sociale e civile, contribuire a realizzare la rinascita del senso della democrazia e della cittadinanza, nel segno dell'accoglienza, della pace, della giustizia e della solidarietà. Solo a queste condizioni possiamo essere, ciascuno ed insieme, artefici e responsabili del nostro presente e del nostro futuro, per guardare con speranza e fiducia all'avvenire». --A.Gh.