Amazon ingolfa le Poste sono pochi i portalettere per la consegna pacchi
PAVIA. I pacchi ordinati sul web (soprattutto su Amazon) e consegnati dai portalettere mandano in tilt la posta in provincia di Pavia. A lanciare l'allarme è Cgil Poste che ha deciso di indire uno sciopero bianco (prestazioni straordinarie e aggiuntive) da domani al 23 luglio. Significa che i lavoratori si rifiuteranno di recapitare la posta fuori dai normali orari di lavoro e fuori dalla zona di competenza.doppia lineaLe linee business, entrate in funzione lo scorso febbraio e dedicate esclusivamente alla consegna di pacchi e raccomandate veloci, sono 87 in tutta la provincia, di cui 19 a Pavia. Ma, secondo la Cgil Slc, mancano i postini che devono occuparsi di questo specifico settore: circa 40 portalettere su tutto il territorio provinciale, di cui una quindicina soltanto a Pavia città.Una situazione che, sottolinea Giacomo De Lorentis, Cgil, «obbliga i portalettere, che si occupano della corrispondenza normale, a sbrigare anche il business, accumulando ritardi di quindici giorni nelle consegne». Nel solo centro di recapito di viale Brambilla si ricevono in media al giorno 1.500 chili di corrispondenza e 2100 tra raccomandate e pacchi. E non va dimenticato che Poste Italiane copre il 50% delle consegne effettuate dal colosso Amazon. «Una mole di lavoro che necessita di personale dedicato», dice De Lorentis, ricordando che, sul territorio provinciale si contano 246 portalettere e all'appello ne mancherebbero una cinquantina per consentire un servizio efficiente. Non va meglio agli sportellisti, gli impiegati che stanno allo sportello dei 178 uffici postali, 140 dei quali sono mono operatore. Qui sarebbero necessarie 50 nuove assunzioni, considerando gli esodi dettati da Quota 100 e da opzione donna che, entro fine anno, potrebbero comportare l'uscita di circa 40 lavoratori.Sulla carta, però, i numeri sono diversi. Stando al report consegnato dall'azienda ai sindacati, in provincia di Pavia si contano 208 dipendenti a tempo indeterminato e 82 a tempo determinato, con una copertura dell'85%. A questi si dovrebbero aggiungere i 46 lavoratori che Poste intende assumere a tempo indeterminato entro luglio. «Peraltro verranno riconfermati gli attuali tempi determinati - precisa Maurizio Dassù, Cisl Slp -. È chiaro che non si può dire che non ci siano problemi e che tutto sia risolto, ma è anche chiaro che non condividiamo il grido di allarme di Cgil Lombardia perché, per la prima volta, dopo 20 anni, si torna ad assumere in modo significativo. L'accordo nazionale infatti prevede 3mila assunzioni in tutta Italia. A luglio ci sarà l'ingresso dei primi 46 e poi è prevista una seconda tranche di assunzioni entro fine anno». Secondo la Cisl le linee business sono in sofferenza soprattutto in alcune zone di Pavia, a Cava Manara, Linarolo, Varzi. Il servizio prevede che i postini recapitino pacchi e raccomandate fino alle 20 di sera nelle 274mila abitazioni, 26mila attività commerciali e 7mila uffici di tutta la provincia. «Ora le linee business sono soprattutto affidate a personale assunto a tempo determinato - precisa Dassù - ma sono persone che non conoscono il territorio e il tipo di lavoro, faticano a stare nei tempi e finiscono per licenziarsi. Con la conseguenza che bisogna attendere che l'azienda provveda alle sostituzioni».i nodi organizzativiResta aperta, per tutte le organizzazioni sindacali, la questione sportellisti. «Sono in agonia - sostengono Cisl e Cgil insieme -. Ci sono 20 uffici scoperti, sono previste 8 nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma part time, e questo non risolverà il problema. Sarebbe piuttosto necessario trasferire personale dal recapito agli sportelli». Altra richiesta che i sindacati fanno all'azienda è quella di modificare i requisiti di accesso.«È eccessivo il punteggio di 70 al diploma e i test sono troppo impegnativi - sostiene Dassù -. Requisiti che impediscono di trovare personale». --Stefania Prato