Senza Titolo

DebitoMinibot assomiglianoa una fregaturaI minibot, strumento ibrido che non è una moneta né un titolo di stato, dovrebbero servire per pagare i debiti della pubblica amministrazione (cioè dello Stato). E' vero che nel contratto M5S-Lega si parlava del possibile impiego di «titoli di stato di piccolo taglio», ma questi minibot, a quanto sappiamo oggi, non possono definirsi tali in quanto non sarebbero acquistabili con pubblica asta, non avrebbero una scadenza e non sarebbero dematerializzati come gli altri titoli. Oltretutto, leggevo che il tempo di pagamento verso le aziende, da parte dello Stato, si è notevolmente ridotto e, alla fine del 2018 (in media), si è arrivati a pagare in anticipo rispetto alla scadenza naturale delle fatture (ripeto: è una media a livello nazionale) anche grazie al fatto che il governo ha delegato Cassa Depositi e Prestiti ad anticipare i debiti.Allora, mi chiedo, a che serve?Non entro nel merito del dibattito politico per capire se è un sistema per uscire dall'Europa ma facciamo una riflessione. Chi sono i creditori dello Stato? Sicuramente le aziende ma anche le migliaia di persone che si trovano ad avere un rimborso Irpef. Sono pure creditori dello Stato, ogni mese, i pensionati e i dipendenti pubblici (qualche milione di persone). Ebbene: e se tutte queste persone venissero pagate con i minibot? Si dice che «l'accettazione è volontaria» ma nei testi ufficiali questa frase non compare. E, qualora ci fosse, si farebbe presto (la famosa manina evocata più volte da Di Maio) a cambiare «volontaria» con «obbligatoria» oppure eliminare la frase. Mentre una azienda potrebbe compensare i crediti con i debiti oppure pagare i fornitori o gli stipendi dei dipendenti, molti normali cittadini se li terrebbero in un cassetto per anni semplicemente perché sono sempre in attivo. Chi si ricorda i mini assegni emessi dalle banche parecchi anni fa? Molti finirono nella spazzatura.E' fantascienza? Eppure molte cose ritenute impossibili o quanto meno improbabili sono diventate realtà.Aurelio Mariani. PaviaPonte MorandiGrandi opere,grandi tangentiAd appena un anno dalla tragedia del ponte Morandi di Genova, che ha visto la morte di decine di persone e ancora in fase di demolizione, sono già state arrestate due persone.Figurarsi cosa potrebbe succedere nella fase della ricostruzione. Se addirittura non si ha rispetto per un "sacrario" come il ponte Morandi, come si può pretendere che gli italiani siano cosi ingenui da credere ancora nella "pulizia" che dovrebbe caratterizzare la nuova fase di "apertura dei cantieri" per le grandi e meno grandi opere. Davvero pensiamo che queste opere rilanceranno il Paese? Sanno gli italiani che abbiamo una rete stradale una volta e mezzo rispetto a quella tedesca, a parità di superficie e di abitanti? Come mai molti imprenditori lasciano l'Italia e vanno in Paesi molto più poveri in infrastrutture? Quindi non è illogico ipotizzare che almeno una parte delle nuove infrastrutture in calendario siano non solo inutili (l'Italia ne è già piena), ma siano state previste avendo a cuore più le tangenti che possono generare che non l'effettiva utilità.C'è quindi il grosso rischio che spenderemo molto piu' del necessario (a volte le nostre opere costano più che in altre nazioni europee), distruggeremo molto territorio, rilanceremo molto poco l'economia e prosciugheremo le casse dello Stato. Sero di sbagliarmi, ma il ponte Morandi è un campanello d'allarme di ciò che ci sta riservando il futuro. Leonardo Formigli. CertosaDialetto Il gioco delle bocceè come la vita Al giög di bucc l'è tamme la nosa vita: / tè immes al giög tè un bala cla va da chi, la va da là. 7 Un dì tè avanti, l'altar dì tè indrè. At salt / At gir / At rotulAt cur. Pö un dì ariva una rafà: ti tè spacià. / Dal giög.... Té eliminà!Patrizio Gandini. Porana