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CASTEGGIO. Viti in grado di adattarsi allo stress idrico e ai mutamenti climatici: prosegue con nuovi contributi scientifici la ricerca ideata dalla Fondazione Bussolera ed entrata ormai nella fase applicativa in vigna presso la tenuta Le Fracce. Nei giorni scorsi un sopralluogo nel vigneto della sperimentazione, dove sono presenti 4.500 barbatelle sottoposte a un processo di batterizzazione in grado di favorirne la corretta crescita anche in difficili condizioni climatiche, in particolare in condizioni di siccità. Sara Borin (docente del Dipartimento di scienze per gli alimenti, nutrizione e l'ambiente dell'Università degli Studi di Milano) ha visitato il campo di ricerca come nuova responsabile del progetto. Con lei Roberto Gerbino (enologo, presidente di Tenuta Le Tracce) Daniele Daffonchio (docente alla King Abdullah University di Kaust, in Arabia Saudita) e Valentina Politi (tirocinante della Cattolica di Piacenza). Accompagnati da Roberto Schmid , consigliere con delega alla ricerca della Fondazione Bussolera Branca (di cui è presidente Fabio Cei). Daniele Daffonchio aveva presentato la ricerca della Fondazione sullo stress idrico a Smirne, al Congresso dell' Organizzazione internazionale della vigna e del vino. E' diventato così docente nella prestigiosa università araba. Dallo studio alla vigna. La ricerca ha messo radici e cresce: verranno, ora, installati su tutto l'ettaro di ricerca, alcuni sensori specifici che effettueranno un monitoraggio continuo di temperatura/umidità del terreno fornendo ulteriori dati scientifici . Il clima che cambia e le viti che «resistono» a questo stress: la sfida di Mairano prosegue. --