«Odissea pronto soccorso ho aspettato per sette ore»
VIGEVANO. Troppe ore di attesa al Pronto Soccorso dell'ospedale: lo sfogo anche sui social di un assessore e una consigliera. Daniela Parini, consigliera comunale di maggioranza, racconta su Facebook l'esperienza vissuta pochi giorni fa. Alle 18 di martedì 11 giugno è andata al Pronto Soccorso «con una mano gonfia, e l'avambraccio con intorpidimento e difficoltà nell'afferrare gli oggetti. Mi hanno fatto attendere 7 ore e, quando finalmente mi hanno chiamata, la dottoressa in servizio mi ha guardata senza fare ulteriori accertamenti e dicendo di tornare al mattino». Subito una raffica di visualizzazioni, condivisioni e commenti quali «vergognoso», «assurdo» «è successo anche a me». Aspettando La mattina però la consigliera ha tranquillizzato tutti. É tornata in ospedale per poter accedere sempre tramite il Pronto soccorso al reparto di Ortopedia «dove una dottoressa molto scrupolosa - scrive - non convinta della diagnosi fatta, si è accorta della serietà della situazione e mi fatto fare accertamenti anche neurologici. Ha trattato il caso con professionalità e umanità». Lunedì 17 la consigliera dovrà sottoporsi ad altri esami, e nel frattempo osservare riposo assoluto. «C'era anche una signora di 78 anni al Pronto soccorso - aggiunge Parini - era lì dalle 3 del pomeriggio e l'hanno visitata alle 10 di sera. È assurdo. Io, che sottovaluto sempre i miei sintomi, ho aspettato di chiudere il negozio per andare al Pronto Soccorso. Sono stata lì fino all'una di notte. Non punto il dito contro la sanità, tutto dipende sempre dalle persone che si incontrano. Evidentemente sono stata sfortunata. Il mattino dopo, sono tornata in Pronto Soccorso, avevo altri sintomi e ho chiesto di trascriverli sulla mia scheda. L'infermiera ha quindi chiamato la dottoressa che, leggendo la mia scheda e questi nuovi sintomi, ha preso sul serio la mia problematica. Non è quindi la struttura il problema, ma le persone. È questione di meritocrazia, forse è il caso di lasciare il posto a persone più meritevoli. Sono convinta che non tutte le cose, non tutti i disagi, vengano segnalati. Come fanno i vertici dell'Asst a porre rimedio ai disservizi se nessuno li denuncia?». «Un'altra cosa - conclude la consigliera Parini -riguarda il parcheggio. Ho dovuto pagare 12 euro, perché parcheggi liberi non ce ne sono. Porterò una proposta in consiglio comunale per trovare una mediazione». Lo stesso giorno in Pronto Soccorso si è presentato anche un assessore comunale di Vigevano coinvolto per un familiare. Qui la situazione è stata da subito un po' più complessa, ma le conclusioni restano le stesse: troppe ore di attesa. «Procedure seguìte»«Mi dispiace per il disagio che hanno lamentato gli utenti - dice Alessandro Suprani, direttore del Pronto Soccorso e Accettazione dell'Asst Pavia - ma abbiamo seguito tutte le procedure. Per quanto riguarda la paziente con un problema a un braccio, il suo era un codice verde. Una volta fatta la valutazione e stabilito il codice, gli infermieri non possono dimettere i pazienti, nemmeno se sono loro a richiederlo. Possono farlo solo i medici, ma il medico di turno era impegnato su un'emergenza, per questo la signora ha dovuto aspettare». Per quanto riguarda l'altro caso, «il paziente è stato immediatamente soccorso in quanto valutato come codice giallo, sottoposto a terapia e trattenuto in osservazione per sicurezza. Sono comunque disponibile a incontrare queste persone per spiegare quanto successo». --Selvaggia Bovani