Conte ai vice «Decidete se litigare o governare»
roma. Dice bene Matteo Salvini che il futuro a breve del governo dipenderà da come andrà a finire con i decreti Crescita e Sblocca-cantieri. Sa bene cosa è successo venerdì pomeriggio poco dopo le 18 nella stanza in cui sedevano leghisti e grillini con Conte. Si discuteva dei due decreti. Poche ore prima era andato in scena il melodramma sulla lettera all'Ue, sulla bozza abiurata, sulle solite accuse di manine vaganti. Conte non ama galleggiare tra i veleni gialloverdi e si è stufato. Mentre si affrontano le modifiche al Dl Crescita, Conte si rivolge a tutti i presenti, Lega e 5S. Nel suo discorso agli italiani, che ha già pronto per domani (ieri ai giardini del Quirinale l'ha chiamata conferenza stampa, ma pare non sia sicuro saranno previste delle domande) partirà dalla constatazione di questo anno vissuto tempestosamente. E dalle ultime tremende settimane di battaglia tra Salvini e Luigi Di Maio. «Dobbiamo decidere se lasciare il Paese in una campagna elettorale permanente o pensare all'interesse nazionale. Perché così è evidente a tutti che non si possa più andare avanti». Se alla fine userà la prima persona plurale, lo farà per cortesia, per non chiarire l'evidenza: che di questa lotta fratricida ritiene responsabili entrambi i suoi vice. Chi ne ha raccolto le riflessioni nelle ultime ore conferma che le bacchettate saranno rivolte a entrambi. Non risparmierà Di Maio. Anche perché nel garbuglio di accuse e sospetti, Conte non ha digerito né gli spifferi sulla lettera che parlava di tagli al welfare, né le cannonate non concordate su Tria. --I. L. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI