Ex Necchi, asta il 14 giugno Per comprarla bisogna anticipare il 10% del valore
il casoMaria FioreL'asta per l'ex Necchi è stata fissata. Il 14 giugno gli investitori interessati potranno far pervenire la loro offerta, versando una cauzione, entro le 13 del giorno prima, del 10 per cento del prezzo offerto. La base è fissata in 4,8 milioni di euro: "basteranno" per comprare 112mila metri quadrati di terreni più i fabbricati dismessi. Un'occasione su cui il curatore fallimentare Enrico Tamborini fa affidamento per cercare di vendere tutto e soddisfare così i creditori. L'asta si svolgerà in modalità telematica (tramite il portale www.fallcoaste.it), ma potranno essere presentate anche offerte cartacee. Il 14 giugno si saprà, dunque, se le voci su un investitore interessato sono confermate. Nelle scorse settimane si era parlato di un gruppo immobiliare che avrebbe la capacità economica di comprare non solo terreni ed edifici, ma anche di bonificare l'area dai veleni. La società interessata ad acquistare l'area della fabbrica che produceva macchine da cucire e poi compressori ha fatto fare a proprie spese nei mesi scorsi una "due diligence ambientale", cioè una valutazione delle criticità che ancora permangono all'ex Necchi - in particolare per l'inquinamento dei terreni - in vista dell'acquisizione. Il nodo, infatti, resta sempre quello della bonifica dei terreni, dove si trovano ancora scarti di fonderia, e dei relativi costi, a cui bisogna aggiungere quelli della demolizione dei capannoni fatiscenti. L'indiscrezione sulla presenza di un compratore era emersa dalla procedura fallimentare della Sviluppi Immobiliari Commerciali, proprietaria dell'area, decaduta nel 2016. Da quasi tre anni il curatore sta cercando di vendere i terreni, a un prezzo che è stato di volta in volta ribassato proprio per rendere il bene più appetibile ai possibili investitori. La Necchi venne messa all'asta, una prima volta, il 26 maggio 2016, per 29 milioni di euro, anche se erano ammesse offerte a partire dai 22 milioni. Il 18 ottobre dello stesso anno si partì da un prezzo base di 22 milioni di euro, con offerte minime a partire da 16,5 milioni. Ma anche in questo secondo caso l'asta andò deserta. Altri tentativi di vendita furono fissati anche nel 2017 e anche in questi casi non si presentarono compratori. A dicembre 2018 il penultimo tentativo, mentre l'asta del 10 aprile fu perfino sospesa per un disguido tecnico. Ora il curatore ci riprova. --