Novantamila volte Ciocca con volo diretto a Bruxelles
Carlo E. GariboldiSan Genesio. Nove anni fa, facendo infuriare il leader maximo Umberto Bossi, Angelo Ciocca si affacciava alla politica che conta entrando in consiglio regionale con 18.910 preferenze, seimila più di Renzo Bossi, chiamato il Trota dallo stesso padre-padrone.Il Trota poi finirà al centro delle cronache giudiziarie, trascinando il vecchio capo nel fango. Angelo Ciocca ha continuato a lavorare, intessere rapporti, macinare chilometri in provincia e in Lombardia. Ma volare basso non gli si addice. E questa volta ha fatto il botto: 89.691 voti personali, di cui 83.308 in Lombardia, 26.712 in provincia di Pavia, tremila più di Salvini.nessuno come luiMai, nella storia della Repubblica nessuno è arrivato a tanto. Neppure Giovanni Azzaretti. Alle Regionali '85 il dottore di Varzi raccolse 19.428 preferenze in provincia di Pavia.«È un premio alla tenacia», dice Angelo Ciocca, accolto e abbracciato al quartier generale all'osteria Bargiggia di Ponte Carate, a San Genesio. «Mi riconoscono che quando servo, ci sono - riprende Ciocca -. Quando serve andare a muso duro, quando serve battere una scarpa, io ci sono».Si riferisce a quando - nell'ottobre scorso - ha imbrattato con una scarpa gli appunti del commissario Ue Pierre Moscovici che annunciava la bocciatura alla manovra economica italiana. Un gesto che ha fatto parlare di Ciocca in tutta Europa. «Non è un episodio così importante - riprende l'Europarlamentare - conta soprattutto l'impegno continuo. Io, lo dico sempre, da quando ho 18 anni non ho mai cambiato il numero di cellulare. Tutti mi possono trovare quando vogliono, rispondo sempre».Nella Lega c'è chi lo accusa di aver abbandonato il classico colore verde, simbolo del partito bossiano. «Io mi vesto sempre in blu e quando Matteo (Salvini, ndr.) mi ha chiesto quale potesse essere il nuovo colore della Lega 4-0, non ho avuto dubbi». Ma Ciocca dice di non voler abbandonare la Lega dei primordi: «A partire dall'autonomia della Lombardia - spiega - vedrete. Sarà la prima richiesta che farò al consiglio dei ministri. L'autonomia è una necessità del nord. Perché? Perché vanno premiate le regioni più virtuose».posti di pesoCiocca non ne parla, ma a Strasburgo potrebbe esserci un posto importante per lui. La Lega passa da 5 a 26 europarlamentari, tra i riconfermati i competitor sono Mara Bizzotto, di Bassano del Grappa eDanilo Lancini bresciano di Rovato, che però ha strappato "appena" 21mila preferenze. «Non ne parlo, perché il mio obiettivo è un altro: voglio mettere a reddito il consenso acquisito per la Lombardia e per la provincia di Pavia. Personalmente - giura Ciocca - non ambisco a una gabbia nella quale farmi incastrare a Bruxelles. Certo - prosegue - all'Italia spetta un vicepresidente del Parlamento e componenti di commissioni importanti. Tante figure. È mio auspicio portare dei fuoriclasse dalla mia provincia in posizioni importanti. Per la Lega e per l'Italia è un momento decisivo, vogliamo confermare quanto promesso. Il nostro slogan elettorale è stato ribaltiamo l'Europa. Non staremo con le mani in mano. Lo abbiamo già dimostrato, ad esempio, quando si è trattato di difendere il nostro riso dall'importazione dal sud est asiatico. Lo abbiamo fatto, ripeto, e lo rifaremo. Questa è la ragione del successo della Lega e questa è la ragione di quasi 90mila preferenze. Quasi tutte prese in Lombardia». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI