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roma. È finito l'incubo per Alessandro Sandrini. Il bresciano, 34 anni, era stato rapito tre anni fa al confine tra Siria e Turchia. È stato liberato ieri da una delle milizie della galassia di Al Qaida che combattono contro il regime di Bashar al Assad nella regione di Idlib. Il 34enne «è stato liberato al termine di un'articolata attività dell'intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall'Unità di crisi», della Farnesina, ha commentato a caldo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Mio figlio è libero, si trova ancora in Siria ma nelle mani dei nostri carabinieri. Sono felicissimo», ha esultato commosso il padre di Sandrini, Gianfranco. Del rapimento si apprese solo un anno dopo la scomparsa. Poi, dopo quattro telefonate alla madre, nel luglio 2018 venne pubblicato il drammatico video nel quale Sandrini compariva con una tuta arancione sotto la minaccia di due uomini armati di Ak-47. «Chiedo all'Italia di aiutarmi, mi uccideranno se la cosa non si risolve in tempi brevi», disse tra l'altro. L'annuncio della liberazione è arrivato tramite un comunicato del "Governo di salvezza nazionale" il braccio politico di Hayat Tahrir Sham, che parla del pagamento di un riscatto. Ora, però, per il giovane si profilano gli arresti domiciliari: su Sandrini pende infatti un'ordinanza di custodia cautelare per rapina. --