È la rivincita dei piccoli club che vogliono far scomparire

dall'inviatoSAN GIOVANNI ROTONDO. Il perito elettrico Masnada si prende una gran tappa, Conti, si emoziona quando gli fanno vedere i filmati di Fausto Coppi perché lo zio Noè correva col Campionissimo, si veste di rosa - primo romano di sempre - a tre anni dall'ultima maglia di Nibali nel 2016. E poi Carboni, 24enne della Bardiani-Csf, maglia bianca e a meno di 2' da Conti. Finita? No, ecco il 12° posto di Conci della Trek-Segafredo. «Grazie a questi corridori, grazie ai loro team», gongola il ct Davide Cassani. Un salto davanti alla tomba di Padre Pio l'avrà fatto. La tappa, infatti, è stata una ventata d'aria fresca per l'Italbici, di quella che ieri si respirava sul Gargano in un Giro dove il sole fatica a farsi largo. Proprio come i piccoli team Professional, a rischio estinzione. La questione assomiglia molto alla lotta in atto nel grande calcio. La riforma dell'Uci prevede, infatti, che dal 2020 le Wild card nelle grandi corse per le squadre di serie B siano dimezzate da quattro a due. Insomma, con le squadre Pro Tour che saliranno da 18 a 20, le squadre di serie B si spartiranno le briciole. Come sopravvivere senza la certezza di essere invitati al Giro, unica vetrina in grado di richiamare sponsor? Impossibile. E siccome in Italia sono i piccoli team, i Professional, fanno ciclismo, perché tra i Pro Tour di squadre italiane non ce n'è da anni nemmeno l'ombra, ecco che qui è in ballo la sopravvivenza del nostro ciclismo. Carboni corre per la Bardiani, Masnada per la Androni: i team hanno creduto in questi giovani, li fanno crescere con calma. «Solo garantiamo la sopravvivenza del ciclismo», spiega Gianni Savio, storico patron della Androni. Decine di corridori da lui scoperti o rilanciati (Bernal, il povero Scarponi). Ieri si coccolava il suo Masnada, destinato il prossimo anno alla Ccc, team Pro Tour. «È giusto così - spiega - noi non vogliamo combattere ad armi pari con loro, abbiamo un budget di 2,5 milioni, la Ineos, che ha preso l'eredità della Sky, ne spende più di 30. Ma il nostro è un ruolo essenziale per scoprire e lanciare tra i pro i talenti». Ha ragione. Da vendere. Per cedere i suoi corridori ai grandi Savio chiede un premio di produzione. Per avere Bernal, Sky gli versò nel 2018, 300 mila euro. Al nostro ciclismo servono quei team. Lo show di ieri ne è la dimostrazione. --A.S. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI