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pavia. Bisogna tornare molti anni indietro per ritrovare una situazione così negativa del nostro calcio. La stagione tragica del pallone locale cancella la presenza della provincia di Pavia anche dalla quarta serie nazionale, ovvero la D. Oltre agli azzurri, tornati dove erano ripartiti in seguito al fallimento del 2016, in Eccellenza ci è tornato pure l'OltreVoghe, dopo cinque anni in D. Al Voghera, che dopo un onorevole passato recente tra C2 e D aveva subito nel 2013 il trauma del fallimento, è andata ben peggio: la società nata appunto sulle ceneri di quella fallita, mettendo assieme più realtà piccole, è stata costretta addirittura a ritirarsi dal campionato di Promozione nel quale era riuscito a salire, con gradi ambizioni, dopo essere ripartita dalla Prima. A completare il disastro la Lomellina. Anche qui, con il fallimento nel 2013 del Vigevano (un passato anche in B, poi ripartito dalla Terza categoria e risalito fino alla Prima), è stata un'annata da dimenticare: doppia retrocessione in Promozione del Città di Vigevano e del Ferrera, e in più il ritiro dal campionato di Prima categoria del Lomellina.È chiaro che le situazioni più gravi sono però quella del capoluogo e degli altri due centri principali della provincia, in un quadro che è disseminato di continue difficoltà economiche fino al fallimento societario o persino alla difficoltà di concludere il campionato. Quanto al Pavia, in questi ultimi tre anni le sorti economiche sono state legate solamente alla presidente Cristina Rasparini. Il lato positivo rimane un settore giovanile che è ripartito, con numeri e risultati importanti. E forse non è un caso che l'unica società della provincia che chiude bene l'annata è proprio quell'Accademia Pavese che da sempre ha investito tanto sul settore giovanile ed è abituata a non fare il passo più lungo della gamba: la salvezza in Eccellenza, a maggior ragione in un quadro così desolante, è un risultato che vale davvero . -- L.Si.