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PoliticaLe radici della destranel nostro PaeseRimbalza costantemente nei media la domanda se ciò che si presenta come una "nuova destra" sia riconducibile alla riedizione del fascismo. Un po' tutti lo negano, ma su questo argomento credo sia utile fare un paio di considerazioni. In primo luogo dobbiamo riconoscere che la destra italiana ha inevitabilmente nel fascismo le sue radici storiche non avendo altri punti di riferimento. In ciò si distingue dalla tradizione francese o inglese che, con De Gaulle o Churchill, si schierarono in prima fila nella lotta al nazifascismo, mentre nella nostra Resistenza le forze della destra liberale erano una minoranza.Lo stesso berlusconismo, nel tentativo di creare un'area "tory" in Italia, non trovò di meglio che fare appello agli slogan tipicamente mussoliniani dell'anticomunismo militante e portò al governo il partito che si poneva in una tradizione di velata continuità con il ventennio.Quindi è inevitabile che nella sua attuale evoluzione "postberlusconiana", quest'area politica, come possiamo notare, tenda ancor più a caratterizzarsi e a consolidarsi inglobando silenziosamente anche altri tratti tipici del nazifascismo quali il razzismo e il nazionalismo. Tuttavia, anche se non si ritenesse storicamente corretto catalogare queste tendenze come "fascismo", non possiamo per questo escludere che in questa contingenza storica non si tratti di qualcosa di molto, molto peggiore.Insomma non dobbiamo escludere che possa esistere qualcosa di peggiore del fascismo in politica. In effetti il fascismo non ha mai "criminalizzato la Croce Rossa", come invece avviene oggi con l'accusa di "buonismo" che viene rivolta agli enti assistenziali, come se amare il prossimo fosse una forma di perversione, a partire dall'azione di criminalizzazione delle Ong.E se vogliamo volgere uno sguardo all'azione legislativa, rispetto al decreto sicurezza o alla legge sulla legittima difesa o ai progetti di castrazione del reo, persino il "famigerato" codice Rocco sembra quasi espressione di un pensiero giuridico liberale.Pier Giuseppe MilanesiPaviaScuola & famigliaDobbiamo rifletteresull'educazioneLa scuola e la famiglia sono i campi ove l'istruzione e l'educazione segnano il passo e mostrano, troppo spesso, i segni del loro fallimento. Ragazzi che diventano alcolisti già nella fase di crescita prepuberale. Giovani che vanno alla disperata ricerca dello "sballo " per un momento di felicità fittizia. Ragazzini che compiono nefandezze di ogni genere per noia. E tutto ciò accade al nord come al sud con genitori ed insegnanti che si mostrano sbalorditi. Ci si chiede quanto grande sia la responsabilità di questi atti delittuosi di entrambi le parti educative: famiglia e scuola. Sicuramente c'è una caduta di autorevolezza della scuola, che oggi viene considerata come un'azienda in cui il dirigente è come un manager. Però, mentre l'azienda viene giudicata dal mercato, la scuola viene giudicata dalle famiglie. Il dilagare della maleducazione e delle violenza di molti giovani pone domande sulla debolezza dei risultati raggiunti in campo educativo e una certa incapacità dei grandi a capire e tutelare il mondo dei piccoli. C'è da considerare anche l'indifferenza con cui certi genitori assistono alla crescita dei propri figli. Le regole famigliari di una volta non esistono più. Le cronache sono piene di misfatti compiuti da adolescenti anche di buona famiglia finiti su una strada perversa. Il loro animo si è incattivito, pensano solo a soddisfare i desideri personali e finiscono per rubare, spacciare, sparare. Fortunatamente a questi giovani si contrappongono tantissimi "portatori sani" di buona educazione e di rispetto delle regole allenati al "galateo del cuore ".Aldo Lazzari. PaviaProtestaGli enti pubblicipensano alla cassaOramai Regioni, Province, Comuni pensano solo a fare cassa con gli autovelox, il resto è ritenuto superfluo: stato delle strade, segnaletica, manutenzione. La sicurezza della circolazione è scomparsa.Votare? Chi? Per cosa?Salvatore Mendoliera