Investì 2 donne il vigile davanti al giudice di pace

mortara. A quasi sei anni dall'incidente del luglio 2013 che ha visto ferite gravemente madre e figlia in centro a Mortara, non c'è ancora una data per il processo. L'unica certezza fissata dalle sezioni unite della Cassazione è che l'agente di polizia locale Stefano Cavallazzi, accusato di lesioni per l'investimento delle due donne con la sua auto privata, sarà giudicato da un giudice di pace.«Una perdita enorme di tempo - commenta l'avvocato delle due donne investite, Gilberto Celletti di Milano. - Non vogliamo vedere nessuno in carcere. Stiamo cercando un giusto risarcimento con la compagnia assicurativa, la trattativa è vicina a una svolta. Di certo dispiace non aver ricevuto mai una parola o un gesto di vicinanza dall'agente». Al momento l'udienza di fronte al giudice di pace di Vigevano non è ancora stata fissata. Inizialmente il caso era stato assegnato al giudice di pace di Vigevano.L'avvocato delle due donne investite aveva presentato un'istanza per discutere l'udienza in sede penale. Una richiesta accolto, tanto che Cavallazzi è stato rinviato a giudizio. Durante la prima udienza, lo scorso 20 luglio a Pavia, il legale di Cavallazzi, Carlo Melotti di Pavia, ha presentato un'eccezione predibattimentale, così gli atti sono stati rimessi alla Cassazione (ultimo grado di giudizio) che a sua volta ha rimesso il caso alle "Sezioni unite", che hanno affidato il caso al giudice di pace. Il 9 luglio 2013 l'auto guidata dall'agente aveva travolto in corso Garibaldi mamma e figlia di Borgolavezzaro (Novara): Rosalba Volpe, 44 anni all'epoca dei fatti, e la figlia Melissa, che ne aveva 7. Sono rimaste a lungo in ospedale e ancora oggi portano i segni delle ferite causate da quell'incidente. La Citroen Xsara di Cavallazzi, in quel momento non in servizio, dopo aver percorso corso Josti, aveva svoltato a destra in corso Garibaldi: in prossimità delle strisce era avvenuto il violento urto. Un incidente per cui, nell'atto di rinvio a giudizio, a Cavallazzi vengono contestate «imperizia e imprudenza». --S.Bar.