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Infermieri aperti alla cultura, agli altri. Al mondo. E' questa l'idea che ha della sua professione Concetta Barbato, infermiera all'Istituto Santa Margherita di Pavia, ma anche molto attiva nel volontariato e appassionata ai gruppi di lettura. Frequenta quelli al Copernico e alla Biblioteca Bonetta. E ritiene di avere imparato molto, ascoltando gli altri e i loro punti di vista. Da qui è nata la sua intuizione: creare un gruppo di lettura che coinvolga gli infermieri. Insieme nel tempo libero per confrontarsi su tutto: sulla professione, ma anche su altri argomenti che aprano la mente e comunque in corsia possano poi diventare momento di rapporto con colleghi e -perché no- pazienti. «Io provengo appunto da altri gruppi di lettura -spiega Concetta- incontri magari di nicchia, ma molto speciali perché sono occasione di confronto tra persone con punti di vista differenti, anche opposti e che proprio per questo stimolano alla riflessione. Da quando frequento questi gruppi ho capito, ad esempio, che lo stesso libro può essere letto e analizzato da angolature molto differenti, ognuno ha la propria prospettiva. Penso che questo concetto, trasportato nella realtà infermieristica, possa essere di aiuto. E' vero che all'interno di questo gruppo siamo tutti infermieri, ma comunque proveniamo da realtà e culture differenti».L'idea di Concetta Barbato è quella di darsi appuntamento per commentare insieme sia libri scientifici, più inerenti alla professione, sia anche romanzi o comunque storie di tutt'altro genere, da cui comunque trarre riflessioni sulla vita, sulla sofferenza, anche sulla morte. «In quest'ultimo caso ad esempio -commenta Concetta- mi è capitato di confrontarmi e di capire che la mia visione infermieristica della morte è differente da quella di ogni altro. Ho ancora in mente la prima volta che, da infermiera, ho dovuto affrontare la morte di un paziente. E penso sia così per ciascun infermiere. Perché per noi è un momento difficile, in cui sulle emozioni devi far prevalere la razionalità del tuo servizio, l'importanza del rapporto con i familiari, in maniera tale che quella sofferenza possa essere vissuta nella maggior dignità possibile per tutti: individuo e parenti. E' importante anche confrontarci tra di noi su questi temi delicati».E un libro ideale, su cui riflettere insieme tra professionisti della sanità, diventa allora "Milioni di farfalle", scritto da Alexander Eben, neurochirurgo e professore alla Medical School dell'università di Harvard, che nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in un coma profondo che ha azzerato completamente l'attività della sua corteccia cerebrale. Eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander è stato un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte. Al momento sono una decina gli infermieri pavesi coinvolti in questo nuovissimo gruppo di lettura. Ma la volontà di Concetta è quella di ampliare sempre di più il cerchio, coinvolgendo anche colleghi di Vigevano, Voghera, di altre realtà della provincia. Chi fosse interessato può mettersi in contatto scrivendo a: concettabarbatoc@gmail.com. --Daniela Scherrer