Senza Titolo
Alessandro Rolla torna finalmente alla Scala, protagonista di un incontro che gli renderà omaggio con il gruppo da camera Il Demetrio diretto da Maurizio Schiavo e la viola solista di Simonide Braconi.L'appuntamento, a ingresso libero, è per sabato 27 aprile alle ore 17 al Ridotto dei Palchi "Arturo Toscanini". Violinista, violista, direttore d'orchestra e organizzatore musicale, il musicista pavese (1757-1841) diede un fondamentale contributo alla crescita dell'Orchestra della Scala, alla cui guida rimase per trent'anni e assunse in seguito anche la direzione del Conservatorio. un nuovo cdIl virtuosismo rolliano, ma ancor più la dolcezza della sua sonorità sono al centro della ricerca di Simonide Braconi, Prima Viola dell'Orchestra del Teatro alla Scala, che in questa occasione, insieme a Maurizio Schiavo, presenta un nuovo cd monografico dedicato a Rolla (Brilliant Classics). Al momento musicale vero e proprio, con l'esecuzione del Divertimento BI 330 per viola e orchestra e di alcuni movimenti dalle Sinfonie, si affiancherà un dialogo fra i musicisti-interpreti e i musicologi Luca Ciammarughi e Mariateresa Dellaborra che nell'occasione presenterà alcuni saggi su Rolla presenti nel volume Un'orchestra sopportabile (Società Editrice di Musicologia).La figura del musicista pavese è cruciale sia nella storia del Teatro alla Scala che nello sviluppo della vita musicale milanese fra Settecento e Ottocento. Il ventunenne Rolla partecipò nel 1778 all'inaugurazione del Teatro e, dopo incarichi come Prima Viola e Primo Violino nelle orchestre ducali e reali di Parma, divenne nel 1802 capo d'orchestra alla Scala. Il suo ruolo non si limitò agli aspetti musicali: Rolla curò anche il lato manageriale, contribuendo a fare del Teatro il fiore all'occhiello dell'attività musicale milanese e lombarda. È con Rolla che l'orchestra scaligera diviene nel primo decennio dell'Ottocento la più celebre d'Italia, soprattutto grazie ai contratti fatti a prime parti di indiscutibile valore. Nel 1804, inoltre, Rolla rinnova la "tavola armonica" del Teatro alla Scala, spostando l'orchestra dal parterre al golfo. Con la prima assoluta della Pietra del paragone, nel 1812, Rolla inaugura un'eccitante sequenza di opere di Rossini, nate nel Teatro milanese sotto la sua direzione: Aureliano in Palmira, Il turco in Italia, La gazza ladra, Bianca e Falliero. Ed è grazie a Rolla che Donizetti debutta alla Scala, con l'opera Chiara e Serafina. A Rolla dobbiamo inoltre le prime rappresentazioni scaligere del Così fan tutte (1807), del Don Giovanni (1814) e della Clemenza di Tito (1818). Ed è ancora lui a incoraggiare il giovane Giuseppe Verdi, non ammesso al Conservatorio di Milano, a proseguire gli studi con Lavigna; e a far debuttare Paganini alla Scala, nel 1813.All'ingegno direttoriale e manageriale di Rolla si unisce la sua arte di violinista e di violista. Quando imbracciava la viola, secondo un aneddoto tramandato da Stendhal, egli sconvolgeva addirittura l'ordine pubblico: la polizia di Milano gli vietò di prodursi su questo strumento, perché le donne non potevano ascoltarlo senza cadere in deliquio. --