Senza Titolo
Un Carlo Mo quasi sconosciuto, che si offre all'occhio del visitatore nell'intimo di piccoli dipinti, disegni, incisioni e anche mini-sculture. «Opere che fanno parte dei sogni e degli incubi di papà, che ha coltivato per tutta la durata della sua vita -commenta Paola Mo, responsabile della collezione- alcuni risalgono addirittura agli Anni Settanta. Indubbiamente le persone si stupiranno nell'ammirare questi lavori, anche se alla fine riusciranno a riconoscere Mo, perché un artista coltiva il suo alfabeto da sempre». Questa è "Minimalia", la mostra di Carlo Mo, che nella villa di via Mascherpa 2 a Pavia andrà a far compagnia fino al 30 giugno alla Mostra Permanente (orari 11-20, su appuntamento). Un prezioso regalo alla città da parte di Paola Mo, che desidera così far conoscere questo centinaio di esemplari, tutti molto intimi, costruiti su forme e personaggi "fantasy" o forse onirici. sogni di bambinoLa poetica del maestro raccontata da sogni e incubi di bambino che lo hanno seguito e che ha elaborato, indagato per tutta la sua vita. La mostra è allestita nell'officina, dove fisicamente sono nate tutte le opere di Mo. Ma straordinariamente -sempre su appuntamento- potrà essere aperto anche lo studio di Mo. Il titolo, Minimalia, sta a indicare che non sempre l'arte ha la necessità di maestose dimensioni per essere. Ce lo insegna la sua storia dalle miniature in poi. «Tutte le sue opere -spiega Paola- da quelle di due centimetri sino agli undici metri, hanno la capacità di scolpire lo spazio che sta intorno». Trent'anni di arte, spesso figurativa da cui poi Mo desumeva l'astratto. «Queste piccole opere -prosegue Paola- facevano parte della sua solitudine. Spesso si chiudeva in una stanza e nei maculati che disegnava riusciva a vedere i suoi mostri e le sue favole. In pratica vedeva nel reale ciò che invece reale non era. Penso sia un altro omaggio alla città, proseguendo nella linea di tradizione avviata con la Permanente. Mi piace un paio di volte all'anno che i pavesi possano approfittare di queste iniziative estemporanee per conoscere meglio uno dei maggiori scultori del Novecento, che forse è stato un po' dimenticato a Pavia».un bozzetto importanteTra le piccole opere esposte c'è anche il bozzetto della scultura in acciaio inox "Equilibrio", che si trova davanti al Palazzo della Triennale a Milano. Venne qui collocata nel 1968 quando Mo fu chiamato a collaborare attivamente alla realizzazione del progetto "Intervento in un centro antico", uno dei primi esempi in Europa di isola pedonale. Scultore di chiara fama, Mo nasce a Piovene Rocchette nel 1923. Studia a Genova e nel 1942 si trasferisce a Pavia per proseguire gli studi universitari. A Pavia conosce Gianni Brera, al quale è legato da un'amicizia fraterna. Dopo la seconda guerra mondiale Mo viaggia molto: Madagascar, Arabia Saudita, Norvegia, Danimarca, Francia, Tanzania, Somalia, Stati Uniti, Kenya, Ruanda, B stabilendosi infine nel Congo belga per un periodo. Proprio qui comincia, quasi per caso, la sua carriera di scultore. Tornato in Italia nel '53, fa la sua prima mostra a Milano, alla Galleria Cairola di via Spiga. --Daniela Scherrer