Rosso tenebra

Deve suonare il campanello d'allarme in casa Ferrari. E deve ben riecheggiare, dal momento che dopo soli tre Gran premi i conti non tornano. Anzi, son già saltati. Perché le tre doppiette di fila collezionate dalla Mercedes rappresentano una sonora batosta. Oltre all'esigenza di rimettersi a testa bassa a lavorare, non solo ai box e in officina ma anche ai computer analizzando i vari parametri e raffronti, la Rossa deve pure cercare di riscattarsi in termini di simpatia e popolarità tra i propri tifosi. A questi ultimi preme in primo luogo lo spettacolo, che sembra per il momento tenuto ai margini dalle priorità di Maranello, tra cui figura senza ombra di dubbio il mantenimento di una gerarchia ben definita tra primo e secondo pilota, alla cui costruzione hanno forse contribuito in modo determinante gli sponsor e i relativi ingaggi. Sebastian Vettel, infatti, dall'alto del blasone dei suoi quattro titoli mondiali, costa quasi 35 milioni di dollari all'anno, mentre il giovanissimo Charles Leclerc si accontenta solo di 2,5 milioni. Una differenza abissale, che costringe gli uomini del Cavallino a preservare il più possibile il tedesco dalle critiche e dalle brutte figure. Nasce quindi da qui la serie di ordini di scuderia indirizzati al monegasco rampante, che anche domenica in Cina ha dovuto alzare il piede a vantaggio del compagno di squadra. Non ha convinto il metodo, ma ha lasciato spiazzati anche il merito della scelta. Il muretto non ha brillato per tempismo: la comunicazione via radio è arrivata già dopo qualche giro in cui Vettel era rimasto dietro a Leclerc, surriscaldando e degradando più in fretta le sue gomme. Inoltre, Leclerc ha dato il via libera a Vettel rallentando alla fine del rettilineo principale con una manovra che ha fatto perdere oltre un secondo e mezzo rispetto al tandem della Mercedes. La strategia, dunque, non è stata il massimo e rischia di surriscaldare gli animi e di creare ancora più nervosismo di quello che c'è già. Vettel non è più quello di una volta, ha bisogno di essere sostenuto e rassicurato, il suo equilibrio psicologico e la sua lucidità sono a rischio. Dall'altro, Leclerc è sempre più affamato di vittorie e se assume la convinzione del fatto che il team lo consideri semplicemente un gregario, può far scattare da un momento all'altro la scintilla di una lotta intestina che potrebbe causare solo problemi al team principal Mattia Binotto. Quest'ultimo non può dormire sonni tranquilli. Il clima interno potrebbe presto peggiorare e non agevolare i tentativi di riconquista della competitività in pista. Il pacchetto power unit-telaio deve essere velocemente ripreso in mano e ottimizzato, cercando di mettere a frutto quella velocità e quell'affidabilità che potenzialmente esistono. Dopo tre Gran premi un Mondiale non può essere assolutamente considerato chiuso. Di punti in palio ce ne sono ancora tantissimi, ma a spaventare è l'assoluta perfezione della Mercedes e dei suoi inappuntabili alfieri. Contro cui, purtroppo, c'è solo del Rosso tenebra. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI