Spara e uccide un carabiniere Raffica di colpi per vendetta
Valeria D'Autiliafoggia. Che fosse pronto a vendicarsi lo avrebbe detto chiaramente ai militari che lo avevano perquisito, in casa, qualche giorno fa. «La pagherete». E così ha fatto. Si è avvicinato all'auto dei carabinieri, scelta a caso, e ha sparato. Una raffica di proiettili che ha ucciso Vincenzo Carlo Di Gennaro e ferito Pasquale Casertano. Poi Giuseppe Papantuono è stato bloccato e ammanettato. Sotto gli occhi di tutti, in quella piazza centrale di Cagnano Varano, in provincia di Foggia, dove era in corso il mercato giornaliero. «Ha sparato per uccidere», il comandante provinciale Marco Aquilio non ha dubbi. «Ha svuotato l'intero caricatore». Il killer era a piedi, i militari in auto. Da una prima ricostruzione, sembra che abbia fatto un cenno, quasi a chiamarli per dire qualcosa. Poi ha aperto il fuoco. La sua calibro 9 non ha lasciato scampo al maresciallo Di Gennaro, 47 anni. Inutile la corsa del suo giovane collega che, ferito all'addome e a un braccio, ha trovato la forza di guidare sino alla postazione del 118. Vani i soccorsi, troppo gravi le lesioni. L'autore del gesto, fermato poi per omicidio, è stato immobilizzato da due vigili urbani e da un carabiniere fuori servizio. La sparatoria, di sabato mattina, ha sconvolto l'intero paese. Papantuono, sessantatreenne, era stato arrestato nel 2017 per aver accoltellato un conoscente. Nel suo curriculum criminale, anche reati legati allo spaccio di droga. Pochi giorni fa era stato trovato in possesso di alcune dosi di cocaina. In quella circostanza, avrebbe annunciato ritorsioni contro le forze dell'ordine. «Non una vera e propria minaccia di morte - commenta ancora Aquilio - ma velata e non rivolta a una specifica persona. Come fanno spesso i criminali da queste parti, credono che il territorio sia il loro». Il maresciallo maggiore Di Gennaro, vicecomandante della stazione, era molto conosciuto e stimato. Originario di San Severo, lavorava da circa quindici anni a Cagnano. In caserma tutti sapevano dei suoi progetti di matrimonio. I colleghi lo ricordano come un uomo sorridente, con un profondo senso del dovere, dedito agli altri e devoto a Padre Pio. E, proprio nell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, fondato dal santo di Pietrelcina, è ricoverato Pasquale Casertano. È arrivato in Puglia da poco tempo. Campano, 23 anni, non è in pericolo di vita: «Non ricordo nulla, sono provato». In serata ha ricevuto la visita del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che, poche ore prima, aveva raggiunto i parenti della vittima per esprimere il proprio cordoglio: «È un giorno triste». Da Sergio Mattarella «solidale vicinanza» al comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri. «Ho appreso con profondo dolore - dice il capo dello Stato - la notizia del tragico episodio». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha pubblicato su Fb le immagini della cattura. «Sono contro la pena di morte, ma un infame che ammazza un uomo, un carabiniere, che sta facendo il suo lavoro, non merita di uscire di galera fino alla fine dei suoi giorni». Per la ministra della Difesa Elisabetta Trenta «bisogna rispondere con forza, chi tocca un carabiniere tocca lo Stato». Per il governatore della Puglia Michele Emiliano è un fatto «pesantissimo». Ulteriori dettagli arriveranno nella conferenza stampa di stamattina in Procura. Ieri, durante i rilievi, l'auto di servizio è stata avvolta nel tricolore. L'abbraccio dell'Italia al suo maresciallo. - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI