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L'INTERVISTAPaolo OdinzovSi chiama "Intelligent Mobility" ed è la strategia con cui la Nissan mira ad affrontare il futuro facendo di elettrificazione, guida autonoma e tecnologie innovative i punti cardini nella mobilità che verrà. Come e perché ce lo spiega nel dettaglio Gianluca de Ficchy, ceo di Nissan Europa, facendo anche il punto su come i veicoli a batteria siano ormai diventati una scelta quasi obbligata per consumatori e costruttori. Nissan si può dire sia stata la prima Casa a credere e puntare sulle auto elettriche, facendo anche onerosi investimenti nel settore, come pensate di sfruttare il vantaggio accumulato. «Nissan è stata pioniere nel lancio dell'elettrico e oggi ne traiamo i benefici con i risultati della Leaf (l'elettrica più venduta al mondo, ndr). Aver anticipato i tempi e per certi aspetti bruciato le tappe guardando avanti prima degli altri ci ha consentito di acquisire un'esperienza in termini di know-how e adesso incominciamo ad assorbire gli investimenti fatti nel passato».Tutti o quasi i costruttori hanno previsto una massiccia elettrificazione della loro gamma, le auto batteria sono diventate una necessità? «Il processo di elettrificazione è cominciato e deve continuare, l'auto completamente elettrica è il termine ultimo. Non è una scelta ma una necessità di mercato viste le severe regolamentazioni sulle emissioni. Perché le automobili elettriche pure si diffondano in modo massiccio occorre però ancora tempo».Nel frattempo?«Nel frattempo nuove tecnologie consentiranno la transizione verso la mobilità a zero emissioni e Nissan continuerà ad avere un ruolo di primo piano. I singoli costruttori non possono comunque sostenere da soli questo processo. Ci vogliono incentivi e lo sviluppo di una rete di ricarica. Tornando alla domanda precedente essere stati i primi ci ha permesso anche di integrare l'auto l'elettrica in un concetto più ampio di ecosistema».Cosa intende per ecosistema?«Oggi il problema più grande per una mobilità elettrica non è solo come generare l'energia ma anche come gestirla. Pensi se da domani tutti in una città dovessero ricaricare contemporaneamente, ad esempio la sera, le vetture elettriche. La rete non potrebbe supportarlo. La tecnologia "Vehicle-to-grid" di Nissan è stata pensata per consentire alle auto a batteria, quando queste non vengono utilizzate, di rendere energia alla rete. Si genera così un ecosistema che trasforma le vetture in riserve di corrente su quattro ruote da utilizzare all'occorrenza per rispondere ai picchi di richiesta».Al Salone di Ginevra avete però presentato il prototipo Imq equipaggiato con il motore e-Power che sfrutta un'unità a benzina per ricaricarsi. Sembra un controsenso, perché non avete pensato a un ibrido plug in tradizionale?«Avere tutti veicoli elettrici in circolazione sarebbe la soluzione ideale dal punto di vista ambientale ma oggi pur volendo non sarebbe possibile, il sistema non potrebbe supportarli. Occorre un processo di transizione in cui la società e le infrastrutture si preparino e i clienti possano conoscere il mondo dell'elettrico senza difficoltà e paure. Autonomia e possibilità di ricarica influenzano la scelta di un'auto a batteria. L'e-Power consente di ovviare a questi problemi offrendo, al contrario dell'ibrido, una guida elettrica pura e permettendo al motore termico un funzionamento costante ai minimi regimi con vantaggi in consumi, emissioni e rumorosità». Guardando al futuro cosa dobbiamo aspettarci da Nissan e quanto influenzano nella scelta di modelli globali destinati anche all'Europa le richieste dei mercati cinese e giapponese. «Il core business di Nissan rimarrà sempre incentrato su crossover ed elettrificazione. Entro il 2022 produrremo per il 90% veicoli elettrificati che raccoglieranno il 40% delle nostre vendite. Questo grazie anche ai vantaggi della alleanza di cui facciamo parte (Renault, Nissan e Mitsubishi, ndr). Giappone e Cina sono un valido esempio. Il Giappone ha sviluppato alcuni anni fa il concetto e-Power e oggi il 70% di Note e il 40% di Serena vedute lì impiega questa motorizzazione». Avete rinunciato a produrre l'X-Trail in Inghilterra, la Brexit fa paura?«Non spostare la produzione dell'X-Trail è una scelta dovuta a strategie aziendali. Riguardo alla Brexit oggi siamo in una situazione di incertezza. A Sunderland produciamo più di 400mila vetture e non possiamo basare le nostre decisioni su un'incertezza attuale che non dà visibilità sul futuro. Vedremo cosa succederà e troveremo di volta in volta le migliori soluzioni. Oggi continuiamo a investire sull'impianto con un'ipotesi di continuità». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI