Congelata la delibera mense «Ma pronti a riattivarla subito»

VIGEVANO. Caso mense, in attesa della sentenza di Lodi, Vigevano annulla la delibera contestata. Ieri mattina la giunta, con i consiglieri di maggioranza Luca Bartocci, Carlo Cavigliani e Daniela Carignano, ha annunciato la revoca della delibera 51/2015, quella che imponeva solo ai cittadini extracomunitari la presentazione di documentazione aggiuntiva, ovvero del certificato dei beni detenuti all'estero, per accedere alle tariffe agevolate.interviene il sindaco«Durante la giunta della scorsa settimana - ha spiegato il sindaco Andrea Sala - abbiamo sviscerato la questione in seguito alla sentenza del tribunale di Milano che ci ha condannati. L'avvocatura civica, contrariamente alla nostra volontà, suggerisce di attendere Lodi. Entro fine maggio dovrebbe esserci la sentenza dell'appello mosso dal Comune di Lodi, meglio aspettare. Ora adotteremo una delibera di revoca "della 51" e scriveremo anche che restiamo in attesa di vedere che cosa succederà a Lodi. Ci riserviamo la possibilità di riadottare la 51».Questo significa che, per ottenere le agevolazioni sulle rette relative ai servizi scolastici ed educativi (mensa, pre e post-scuola, nidi comunali, nido Pollicino, scuole infanzia comunali, Centro diurno disabili) ora basta solo l'Isee. Per tutti, comunitari ed extracomunitari.«Si rischia di fare discriminazione al contrario - aggiunge il vicesindaco Andrea Ceffa -. Non consideravamo discriminatoria la delibera, chiedevamo la certificazione al fine di poter controllare italiani e stranieri. Posso sentirmi autorizzato ad erogare una prestazione agevolata senza essere sicuro che l'utente stia dichiarando il vero? Si potrebbero causare danni erariali. Chiederemo al ministero dell'Interno come ci dobbiamo comportare con documenti che non possiamo controllare».Il ricorsoIl ricorso contro la delibera 51 era stato presentato dallo studio legale Polizzi-Guariso, che agisce su mandato dell'Associazione Studi giuridici per l'immigrazione (Asgi) e la Naga. «Siamo convinti di aver tutelato italiani e stranieri - ha concluso Brunella Avalle, assessore alla Ristorazione scolastica - Gli uffici dell'educativo controllano a campione alcune richieste, ma ci sono molti Paesi extra Ue dove non ci è possibile fare queste verifiche. È semplice "beccare" un cittadino italiano che certifica il falso, ma uno straniero no». Si pensa di ripristinare la fascia di esenzione, o di calmierare il costo dei pasti a scuola? Oggi chi ha un Isee inferiore a 12.946 euro paga la retta più bassa (3.65 euro), mentre chi ha un Isee superiore a 22.263 euro paga la retta massima (5.18 euro). «La fascia di esenzione esiste già - risponde Avalle - chi è seguito dai servizi sociali perché ha difficoltà economiche non paga il servizio mensa. E i prezzi sono già al minimo». --Selvaggia Bovani