Sindaco vende municipio per duecentomila euro
dall'inviataGrazia LongoESino Lario (Lecco). All'inizio fu il principe De Curtis che nel film «Totò truffa 62» riuscì a vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo Italo-americano. Nel 2004 arrivò Giancarlo Pagliarini - l'economista del Carroccio che che nel 1994 era stato ministro del Bilancio del primo governo Berlusconi - a dichiarare che per rimpinguare le casse dello Stato «si fa prima a vendere il Colosseo».Ora invece tocca a Pietro Pensa, sindaco di un minuscolo centro montano in provincia di Lecco, escogitare la vendita dei gioielli del Comune. Il cartello turistico «Benvenuti a Esino Lario, perla delle Grigne»? 1.250 euro. Il municipio? 200 mila euro. Una panchina? 280 euro. E via discorrendo, pur di far quadrare i conti pubblici. «Ovviamente è una provocazione - ammette questo ingegnere edile di 59 anni, cinque figlie campionesse di scherma, eletto nel 2015 nella lista civica "Stella alpina" -: noi siamo nelle stesse condizioni degli altri 5.300 piccoli Comuni italiani, a fronte del totale di 8 mila. Siamo tutti nella stessa condizione: abbandonati dallo Stato. Tra lentezze burocratiche e sovvenzioni scarse, dobbiamo andare avanti tra mille ristrettezze». Il sindaco di Esino Lario che, con 747 abitanti, sovrasta la sponda orientale del Lago di Como, non è certo uno di quelli che sta a guardare con le mani in mano.È animato da creatività e spirito di iniziativa: nel 2016 la sua giunta riuscì ad accaparrarsi il convegno internazionale di Wikipedia. Per una settimana il paese - che riuscì a vincere lasciandosi alla spalle come seconda Manila, capitale delle Filippine - fu al centro del mondo. Un anno fa, poi, sono stati avviati il wifi gratuito e un corso di musica rap per i ragazzi. E, come ricorda il vicesindaco Fabio Viglienghi, 57 anni, autotrasportatore, «è stato istituito un bonus bebè di mille euro per incrementare le nascita».Adesso, arriva l'asta dei beni della città. Nella piazza davanti al municipio non si parla d'altro. I passanti sono assediati dai cronisti arrivati dopo che il sindaco ha comprato pagine di quotidiani nazionali e locali per pubblicizzare l'insolito shopping. «Secondo me è un'idea geniale - dice Raffaella Acquistapace, 47 anni - perché punta i fari su una realtà come la nostra dove, per portare i figli in piscina, devi sobbarcarti 50 km». Le fa eco Vanda Greco, 84 anni, che si augura che «da Roma arrivino i soldi per costruire un centro ricreativo per gli anziani dove giocare a carte».Secondo il sindaco - che ha pagato le inserzioni pubblicitarie con una colletta tra volontari - c'è già «qualche cittadino disposto a "comprare" qualche pezzo del Comune». Ma qui, tra le strade pulitissime a ridosso delle montagne, la gente storce il naso. «Di volontariato ne facciamo già abbastanza - afferma Giuseppe Acquistapace, 72 anni - io per esempio porto gratis all'ospedale di Lecco chi ne ha bisogno con un Doblò acquistato da alcuni cittadini. Stavolta il denaro ce lo deve mettere lo Stato grazie all'attenzione suscitata dall'iniziativa del sindaco». Annuiscono Rita Spini e Giulio Molteni.Sfiduciato, in attesa di bere un prosecchino al bar, è invece Enrico Nasazzi, scultore: «Va bene la pubblicità, ma questa storia della vendita non è gradevole». Ne è convinto anche Camillo Recchi, 69 anni: «Mi pare troppo esagerato. Forse era meglio se il sindaco si inventava qualcos'altro, magari per incrementare il turismo». Sull'attività turistica interviene anche Peter Paganin, 21 anni, che lavora nella pizzeria del padre: «Si dovrebbero aumentare i collegamenti con Varenna dove vanno migliaia di turisti». Matteo Pirelli, 30 anni, muratore aggiunge: «Potrebbero inserirci nel "sentiero del viandante". Speriamo solo che con la trovata del Comune in vendita non offenda la gente».E dalle fila dell'opposizione, con simpatie leghiste, Emanuele Invernizzi chiosa: «Questa burlona iniziativa del sindaco potremmo considerarla uno leggiadro scherzo da "pesce di aprile" in leggero ritardo. Ma in questo particolare periodo storico poteva anche risparmiare al paese e ai suoi abitanti una gogna mediatica del genere». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI