Razzi palestinesi su Tel Aviv E Israele va al contrattacco
dall'inviatoGiordano Stabilebeirut. Un razzo palestinese colpisce i sobborghi di Tel Aviv, ferisce 7 persone, e Israele reagisce con i raid più massicci da 5 anni, invia due brigate di rinforzo lungo il confine con la Striscia di Gaza, mobilita i riservisti. Le tensioni che da un anno a questa parte sono cresciute a fiammate hanno raggiunto una soglia pericolosa, a due settimane dalle elezioni nello Stato ebraico. Il premier Benjamin Netanyahu è tornato subito da Washington, dove aveva assistito alla firma di Donald Trump sull'atto che riconosce la sovranità israeliana sul Golan. Quella che doveva essere una giornata trionfale si è trasformata in emergenza, con il rischio di dover condurre una operazione di terra. Tutto è cominciato prima dell'alba di ieri, quando un razzo dalla portata inusuale, quasi cento chilometri, ha centrato un'abitazione nell'area di Kfar Saba, 15 chilometri a Nord di Tel Aviv. Un' intera famiglia ha visto il tetto crollare, la casa in fiamme, ma i sette residenti, compresi due bambini se la sono cavata con ferite lievi perché al suono delle sirene si sono precipitati nella "stanza sicura", blindata, che ogni edificio deve avere per legge. Per la prima volta gli abitanti della metropoli più estesa di Israele «hanno capito come vive la gente nel Sud», dove gli attacchi sono frequenti, ha spiegato il padre in tv. Dopo che Netanyahu si era consultato dall'America con i capi della Forze armate e promesso «una risposta forte», esercito e aviazione hanno cominciato prima del tramonto i raid. Secondo fonti non ufficiali «potrebbero durare giorni». Fra le postazioni colpite c'è il comando delle "operazioni navali" di Hamas, il palazzo dove ha sede la sua Intelligence, e soprattutto l'ufficio del leader nella Striscia, Ismail Haniyeh. Un avvertimento. L'esercito ha spostato due brigate di fanteria e reparti corazzati alla frontiera. Sono stati inviati messaggi a migliaia di riservisti: «tenersi pronti». È la prima volta dal 2014, anche se in tarda serata Hamas ha detto di aver raggiunto «un accordo di tregua». Oggi Netanyahu farà il punto della situazione. Con il voto che incombe una guerra aperta non è una scelta agevole, anche se l'opposizione lo incalza. Benny Gantz, ha accusato il governo di non reagire a dovere. «Quelli che non rispondono ad Hamas - ha scritto su Twitter - sottovalutano gli attacchi nel Sud, sminuiscono l'attacco su Tel Aviv, ora hanno ottenuto razzi anche nel cuore di Israele». Il premier è convinto che la sua politica dia frutti. Dopo lo spostamento dell'ambasciata americana a Gerusalemme, è arrivato il riconoscimento dell'annessione del Golan, ancora più controverso. Trump ha sottolineato che serve «alla sicurezza di Israele» ma Siria e Iran hanno condannato la mossa, la Turchia ha annunciato che «prenderà un'iniziativa all'Onu», mentre l'Ue ha avvertito che non seguirà Trump. Mosca si è erta a garante della Siria. Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha telefonato a Mike Pompeo per denunciare la «flagrante violazione del diritto internazionale che ostacola la pace». La marcia di Netanyahu verso la vittoria il 9 aprile, e il suo quarto mandato da premier, è più complicata del previsto. - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI