«Troppo brava» per il concorso: non avrà il posto
Maria FiorePAVIA. Nel 2016 aveva fatto causa perché, pur avendo vinto il concorso all'Ats di Pavia, non aveva ottenuto il posto. La candidata, una 41enne della provincia di Pavia, si era dimostrata «troppo brava». A distanza di quasi tre anni è arrivata la decisione del tribunale di Pavia, ma non è quella in cui la donna confidava: il giudice del lavoro Donatella Oneto ha infatti respinto la richiesta di avere il posto, dando di fatto ragione all'Ats, che aveva deciso di annullare il concorso perché, a selezione avvenuta, ci si era accorti che il test proposto era «troppo complesso». La candidata, evidentemente competente, era riuscito a superarlo, ma la difficoltà dell'esame aveva, secondo il ragionamento dei vertici dell'Ats, sfavorito gli altri candidati. Le motivazioni della sentenza devono ancora essere depositate, ma nella sostanza è stato ritenuto corretto il comportamento dell'Ats. A questo punto agli avvocati della donna, Stefano Nespor e Valeria Sergi di Milano, non resta altro che fare appello. I legali avevano presentato ricorso chiedendo di avviare il rapporto di lavoro, in base a quanto era emerso dalla selezione. «Ci attiveremo subito non appena avremo le motivazioni della sentenza», si limitano a dire gli avvocati. Il braccio di ferro legale ha avuto anche l'effetto di bloccare il concorso: l'Ats aveva deciso di congelare la procedura e quindi dopo quasi tre anni il posto all'Agenzia di tutela della salute è ancora vuoto.Tutto parte ad aprile 2016, quando l'Ats (ex Asl), decide di assumere un coadiutore amministrativo di categoria B da assegnare al Dipartimento di prevenzione veterinaria approfittando della possibilità, offerta dalla legge, di attingere alle graduatorie dell'ufficio di collocamento. Una possibilità garantita solo nel caso in cui il titolo di studio necessario per ricoprire l'incarico sia la licenza media. Ai candidati viene sottoposto il test con le domande e al termine della prova solo una candidata (su oltre 40 partecipanti) supera la selezione. Sembra, dunque, che si sia trovato il nome di chi dovrà ricoprire il posto, invece l'Ats decide di annullare la prova. Motivo? Il test, secondo i vertici dell'Ats, è troppo difficile e quindi non adeguato al profilo richiesto per il posto. L'ente, con una delibera di 52 pagine, decide di annullare la selezione. Sul caso esplodono le polemiche e il ministro alla Pubblica amministrazione e semplificazione Marianna Madia apre un'indagine, chiedendo all'Ats una relazione sull'accaduto. La delibera dell'Ats prevede anche che la prova sia ripetuta, ma la selezione viene sospesa dopo il ricorso della candidata. La donna si rivolge infatti al giudice per ottenere il suo posto e anche un risarcimento dei danni, ma il primo giudice, in tribunale a Pavia, si dichiara incompetente e passa la palla al Tar. Seguono una serie di ricorsi e per ultimo sulla competenza territoriale si pronuncia la Cassazione, che rimanda la palla al tribunale di Pavia. Ora è arrivata anche la decisione nel merito. --