La Cina punta sulle infrastrutture «L'Italia metta il suo know how»
Il dossierPaolo Baroni«Europa, Africa, Sud America: la torta è grande, mangiamo tutti assieme». Du Fei, presidente esecutivo di China communications construction company (Cccc), colosso delle costruzioni con 118mila dipendenti e 70 miliardi di dollari di fatturato, riflette su quanti investimenti a livello globale occorre fare nel campo delle infrastrutture e dei trasporti, e sintetizza così la posta in gioco. Quello che la Cina offre con la firma dell'accordo sulla Nuova via della Seta è un vero e proprio patto per collaborare su scala globale: la Cina mette una forza d'urto che non ha pari al mondo, agli italiani viene chiesto ingegno, cultura del bello e know how. Si ragiona e si progettano interventi nei Paesi terzi e si parla, innanzitutto, di infrastrutture e trasporti, ma anche di manifattura e servizi finanziari, al business forum Italia-Cina. La delegazione dell'ex Celeste Impero sbarca in forze a Roma al seguito di Xi Jinping e schiera alcuni suoi pezzi da novanta, in pratica alcune tra le più grandi società mondiali nel campo delle costruzioni. Oltre alla Cccc, che in Italia ha già lavorato nei porti di Venezia e Vado e con imprese italiane ora collabora in Slovacchia e Romania, c'è China railway construction corporation, che offre agli italiani joint venture e subappalti per nuovi progetti che spaziano dall'Europa dell'Est al Perù, al Vietnam. E c'è Power China, azienda leader nella costruzione di centrali elettriche (186 mila dipendenti e 51,6 miliardi di euro di fatturato) che punta a coinvolgere le nostre imprese nella realizzazione di nuovi impianti in Egitto, Ucraina, Bolivia e Africa. «Dobbiamo cercare nuovi mercati, per sviluppare grandi progetti» proclama il vicepresidente di Power China Li Yanming, che indica nuove aree di possibile collaborazione nei trasporti ferroviari, nella gestione dei rifiuti e nel solare, a partire dal un grande progetto da realizzare in Marocco sfruttando la «grande esperienza di voi italiani nel campo dei pannelli solari». Anche China state construction, numero 1 mondiale tra i global contractor, collabora da tempo con le aziende italiane e sua volta rilancia: «Abbiamo 6mila progetti in 130 Paesi tra Africa, Asia ed Arabia. In molti lavoriamo già con gli italiani e in altri possiamo coinvolgervi» sostiene il general manager per l'Algeria, Zhou Sheng. A sua volta Chen Xiaojia, presidente di Citic construction, 963 miliardi di euro di asset, 57,5 di fatturato, attività in oltre 20 Paesi e collaborazioni consolidate con Todini in Kazakistan e Saipem in Bielorussia, vede nuovi spazi di collaborazione sia lungo la Nuova via della Seta (dall'Egitto all'Iran, alla Bielorussia) sia in Africa. «Voi avete una qualità altissima - argomenta - noi la capacità di produrre grandissimi volumi. Le possibili intese sono tante». «Quelli dei cinesi sono numeri impressionanti e noi certamente non possiamo competere - spiega il vicepresidente dell'Ance, con delega per l'internazionalizzazione, Giandomencio Ghella -. Noi in queste collaborazioni però portiamo l'eccellenza e il know how italiano». La stessa eccellenza che consentì a suo nonno Adolfo, nel 1909, di costruire, in appena un anno e con grande successo, la galleria di Hong Kong e al gruppo romano di partecipare oggi ai lavori per la nuova metropolitana di Sidney in tandem con una impresa locale, la John Holland, rilevata da Cccc. Il confronto con i colossi cinesi, insomma, non spaventa l'Italia. «Siamo pronti alla sfida - sostiene Gaetano Vecchio, presidente del Gruppo pmi internazionale dell'Ance -. Anche perchè dalla crisi del 2008 in poi anche le più piccole si sono messe sempre di più a lavorare all'estero e oggi oltre il 74% del fatturato totale viene da qui». La collaborazione funzionerà? Mao Jianhong, è il numero uno della Zhejiang Provincial seaport investment, si occupa di porti e logistica, guarda con interesse a Trieste e Venezia e risponde con una doppia citazione: «Roma non è stata costruita in un giorno, ma come sappiamo tutte le strade portano a Roma. E io credo molto nella collaborazione con l'Italia». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI