Al Bano bandito dall'Ucraina «Io amico di Putin? Non è vero»

l'intervistaPietro Negri«Ho pensato a un pesce d'aprile anticipato. A una fake news. Poi mi hanno detto che è tutto vero: sono nella lista delle persone considerate "una minaccia per la sicurezza nazionale" dell'Ucraina. Il bello è che lo dice il Ministero della Cultura. Assurdo». Al Bano ieri ha trascorso tutta la la giornata in aereo, «da Zagabria a Roma, da Roma a Milano», inseguito dalle notizie sul bando ucraino: «Io so per certo che di quel Paese non ho mai neppure parlato male, e che non avrei alcun motivo per farlo».Dicono che la causa sarebbe l'amicizia con il presidente russo Vladimir Putin.«Ma se l'ho visto tre volte! Purtroppo non posso dire che sia un amico. L'ho conosciuto molti anni fa, questo sì. Ma se anche fossi amico, quale sarebbe il problema?».In Ucraina ha mai avuto problemi? «Figuriamoci. Mai. Ho anche cantato per il loro presidente, diversi anni fa. Non ricordo come si chiamasse, eravamo a Yalta e c'erano tanti cantanti di varie parti del mondo. Ci hanno tenuti lì fino alle 3 del mattino, fino a quando non se ne è andato lui. Era il suo compleanno».Con Putin, invece...«L'ho conosciuto nel 1986, a Leningrado, come si chiamava allora. Lui all'epoca era il capo del Kgb e venne a salutarmi perché gli piaceva la mia musica. Avevo in cartellone diciotto spettacoli, tutti sold-out».Poi quando l'ha rivisto?«Al Cremlino, a un ultimo dell'anno. Anche lì c'erano tanti artisti, era una festa pazzesca. Ho fatto il mio mestiere, semplicemente. L'ultima volta ai mondiali di judo: io sono ambasciatore del judo nel mondo, mi ha nominato Marius Vizer, romeno, presidente della federazione mondiale, mentre Putin è presidente onorario».Lei tra l'altro mi sembra abbastanza attento a non prendere posizioni politiche quando si esibisce in giro per il mondo. O sbaglio?«Io rispetto chi riesce a farsi seguire dal proprio popolo. Perché quando non succede, come per esempio adesso in Venezuela, è un bel problema. Normalmente provo a capire qualcosa dei Paesi che visito, mi piace approfondire, andare nei musei che altrimenti non potrei vedere».Cambieranno i suoi programmi ora?«Farò un film di produzione italo-turca a giugno, due docufilm per Canale 5, poi concerti a Tashkent in Uzbekistan, Polonia, Germania, Russia. Si parlava anche dell'Ucraina, ma a questo punto salta tutto. Io so di non aver fatto nulla di male, ma che ci posso fare?».Ma è solo una notizia giornalistica o qualcuno l'ha avvisata ufficialmente?«Niente di ufficiale, forse lei ne sa più di me, l'ho saputo da suoi colleghi».La notizia del suo ritiro è del tutto rientrata, comunque?«Di ritiro ho parlato una sera a Porta a porta: avevo avuto una défaillance pazzesca, non riuscivo più a cantare, non ricordavo neanche le parole delle canzoni. Poi mi sono ripreso, lentamente, ma alla grande: il 25 ottobre, a Mosca, al Cremlino con Romina, mi sembrava di volare. Su quel palcoscenico mi sono sentito di nuovo libero come nei momenti migliori. Ho voluto essere onesto, quando stavo male l'ho detto, ma per me cantare è vita, finché ce la faccio, non smetto. Certo che per un uomo di pace come me esser accusato di terrorismo è il massimo... Lo prendo con il sorriso sulle labbra, ma è un'assurdità, la aggiungo alla lista delle cose incredibili che mi sono successe. Sono certo che ritorneranno presto sui loro passi». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI