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Fabrizio GuerriniIl suo sguardo magnetico costringe lo spettatore a fermarsi. Il pastello misura appena 36 centimetri per 30, appare alle spalle di chi entra nella sala della Quadreria dell'Ottocento nei musei civici. Una sala dedicata a Giorgio Kienerk, l'artista di cui quest'anno si celebrano i 150 anni della nascita (non sono previste particolari iniziative celebrative in città). Fiorentino, morto a Pisa nel 1948, Kienerk fu storico direttore della Civica scuola di pittura di Pavia. Tra i suoi capolavori assoluti figura il gettonatissimo per mostre in Italia e all'estero trittico dell'Enigma umano. L'opera domina la saletta dove irrompe lo sguardo di Irma Gramatica dipinto dal Kienerk. Pastello da biennaleIl ritratto della celebre attrice (che rivaleggiò ancora ragazzina con Elenora Duse, dominando gran parte della scena teatrale fin oltre la metà Novecento) è un pastello.Ma così denso e potente da essere considerato un dipinto-icona già subito dopo che realizzato da Kienerk nel 1901.Fu, infatti, escelto per essere esposto alla Biennale di Venezia del 1903, accanto a un altro ritratto della famosissima attrice realizzato da Lino Selvatico. Ma i critici del tempo non avevano avuto dubbi su quale dei due fosse la vera «fotografia» inquieta e inquietante dell'animo di Irma Gramatica: ovvero il pastello di Kienerk.L'opera fu poi esposta anche agli inizi degli anni Settanta a Firenze, nella grande mostra retrospettiva che fu organizzata per celebrare l'artista toscano vissuto per tanti anni a Pavia. Il quadro arrivò, infine, nella raccolta dei musei civici al castello Visconteo grazie al lascito, importante e ricco di testimonianze d'arte e di storia, dell'avvocato Augusto Vivanti morto nel 1981. Vivanti fu presidente degli "Amici dell'Arte" e presidente del comitato pavese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento. Tra i suoi tesori compariva, appunto, il famoso e celebrato ritratto ipnotico di Irma Gramatica.Da D'annunzio a IbsenUn carattere forte sulla scena, fragile nella vita: Irma Gramatica, friulana (anche le sorelle Anna e Emma furono grandi attrici teatrali), nata a Fiume nel 1869 e morta a Tavernuzze nel 1962, a 5 anni è già sul palcoscenico. Lotta contro la depressione e l'animo malinconico. Tenta il suicidio durate una tournée in Sud America con la Duse. Ha estro, forza interpretativa: Irma Gramatica recita con le grandi compagnie del suo tempo, interpreta Ibsen e D'Annunzio. La sua voce resta impressa tra gli spettatori così come i suoi sguardi. Uno di questi è colto da Giorgio Kienerk. C'è chi ritiene il pastello esposto nei musei civici come una sorta di «Gioconda»: volto di donna enigmatico al confine tra mistero e sensualità, in piena tempesta simbolista. Come una Erinni o come una donna che sta soffrendo chiedendo aiuto senza poterlo urlare: il dilemma resta come accade per i ritratti dipinti dai grandi maestri di ogni epoca. Chi passa da Pavia e si ferma nella quadreria non dimentica quegli occhi. --