Le spese con la card coperte dalla privacy

roma. L'occhio dello Stato non potrà più vedere voce per voce le spese fatte con la card del reddito di cittadinanza. Governo e maggioranza fanno un passo indietro e accettano di tutelare la privacy dei cittadini, come chiesto dal Garante, approvando al Senato l'emendamento che prevede il monitoraggio per «i soli importi complessivamente spesi e prelevati». Il decretone, cuore della legge di bilancio gialloverde, oggi incasserà il primo via libera per poi passare all'esame della Camera dove verrà riaperta la partita per le modifiche di maggiore peso, anche finanziario, che dovrebbero rafforzare le misure per disabili e minori. Nella mini-maratona a Palazzo Madama, ottengono l'ok tutte le principali novità già approvate in commissione: dalla stretta contro i furbetti del divorzio all'aumento dell'anticipo del Tfr a 45.000 euro, dalle assunzioni negli uffici tributari per arginare l'impatto di quota 100 all'allungamento dei tempi della pace contributiva, dal turnover più ampio negli enti locali al salario minimo per i beneficiari del reddito, che saranno obbligati ad accettare un lavoro solo se lo stipendio supererà gli 858 euro al mese. Oltre alla stretta sulla privacy, i senatori M5S-Lega approvano il raddoppio delle ore (da 8 a 16) di servizi socialmente utili da svolgere nei Comuni e il pacchetto di proposte del governo su enti locali e Regioni. Le assunzioni dei navigator, i tutor che dovranno accompagnare i beneficiari del reddito nella ricerca di lavoro e che hanno fatto alzare barricate ai governatori, dovranno incassare l'ok della Conferenza Stato-Regioni. È solo un primo passo, spiegano fonti parlamentari, e il capitolo sarà riaperto. -