Chignolo, è un flop lo sciopero indetto alla casa di riposo
chignolo. Alla fine tutti al lavoro. Si è rivelato un flop lo sciopero proclamato dalla sigla sindacale Fsi-Usae che aveva indetto per la giornata di ieri l'astensione dal lavoro del personale della residenza per anziani "Fondazione Cusani Visconti". Sciopero, per la verità, già boicottato dalla maggior parte dei dipendenti della struttura che, infatti, avevano annunciato di non voler aderire all'iniziativa programmata dalla sigla sindacale.Ieri mattina, a parte un paio di bandiere del sindacato legate all'inferriata dei cancelli, non c'è praticamente traccia della protesta annunciata. Inoperosi anche i carabinieri, che pattugliavano la strada davanti alla casa di riposo. Ma di manifestanti, neppure l'ombra. Almeno nei pressi della struttura.«L'adesione alla protesta proclamata dalla Fsi Usai, come all'inizio del mese, è stata nulla - spiega il presidente della fondazione, Enrico Rapetti -. Come detto, questa sigla sindacale non ha praticamente seguito all'interno della struttura. E infatti, ancora una volta, lo sciopero non ha avuto assolutamente alcuna conseguenza sull'attività della residenza». A ridimensionare l'importanza dell'iniziativa, l'altro giorno, non tanto per mettere in evidenza il poco seguito della sigla sindacale, quanto piuttosto per rassicurare familiari ed ospiti sulla regolarità dell'attività, era stata la maggior parte degli stessi lavoratori che in una lettera al sindaco si erano dissociati dall'annuncio della Fsi-Usae secondo cui in molti avrebbero partecipato allo sciopero. Ma, a quanto pare, le cose sono andate diversamente. Il segretario regionale della sigla, Gianfranco Bignamini, ieri era irrintracciabile. Di certo ci sarà uno strascico. Il presidente della fondazione Rapetti ha segnalato ai carabinieri l'esposizione non autorizzata delle bandiere sui cancelli.G.S.