Rondini e cicogne minacciati dal clima ribelle
Maria Grazia PiccalugaUna rondine non fa primavera, recita un proverbio latino. Ma annuncia comunque che la bella stagione è alle porte. In migliaia di anni questi uccelli dalle lunghe e appuntite ali nere si sono presentati puntuali all'appuntamento nei nostri cieli ai primi tepori. Ora, però, le rondini sono una delle tante specie migratrici a rischio, minacciate dai troppo repentini cambiamenti climatici. Riusciranno ad adattarsi rapidamente e a salvarsi dall'estinzione? O diventeranno stanziali come sta facendo, nelle regioni del sud Europa, il tarabusino?Di migrazioni degli uccelli in un'epoca di cambiamenti climatici parlerà giovedì alle 18, nell'aula magna del collegio Cairoli di Pavia, il professor Diego Rubolini del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali Università degli Studi di Milano (dottore di ricerca in Ecologia Sperimentale e Geobotanica a Pavia nel 2007). Il clima impazzitoUn approfondimento, questo sulle abitudini dei migratori, che accende l'ennesimo campanello d'allarme sulle conseguenze del climate change, la vera ossessione degli scienziati che lanciano da tempo un Sos su un conto alla rovescia ormai cominciato. Restano dieci anni per salvare il pianeta dalla catastrofe climatica, secondo gli studi dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). I viaggi verso l'africaRondini, cicogne bianche, aironi, usignoli e altre specie che da millenni affrontano lunghi viaggi per raggiungere le regioni sub-sahariane sono una cartina al tornasole dell'imminente pericolo. «Gli uccelli migratori hanno sempre modificato il loro comportamento per sopravvivere - spiega il professor Rubolini - ma ci hanno messo migliaia di anni. Un tempo ragionevolmente lungo, 5-10mila anni. Improvvisamente si sono trovati costretti a farlo in uno spazio temporale drasticamente più ridotto, parliamo di 100-150 anni. Il problema è che la capacità di adattamento di molte specie non è cosi veloce».Le nuove generazioni rischiano di non poter più assistere allo spettacolo delle rondini che, ai primi rigori dell'autunno, si allineano sui fili della luce, in ordine, prima di partire verso l'Africa.«Sono programmate secondo un orologio biologico e genetico che dice loro di partire per raggiungere i luoghi del sud del mondo più caldi - spiega Rubolini - Ma vengono disorientate dalle bizzarrie del clima e così giungono a destinazione in Europa in ritardo. E qui, dove prima trovavano cibo e condizioni adeguate, devono invece fare i conti con una stagione ormai avanzata e dunque meno ricca di risorse. E spesso faticano a completare il ciclo della riproduzione».Previsioni nereLe previsioni sono pessimistiche, dati alla mano delle ricerche scientifiche condotte su campioni autorevoli negli ultimi trent'anni. «Il clima sta cambiando, il fenomeno è sotto gli occhi di tutti - conclude Rubolini - e questo comporta un impatto forte sull'ecosistema e sugli organismi. Come invertire la tendenza? Ci vogliono azioni politiche importanti a livello planetario. E un cambio di mentalità. La sensazione è che la coscienza collettiva un po' stia aumentando. Soprattutto tra le giovani generazioni che rischiano di ereditare da noi un mondo diverso e meno accogliente. Tocca ai giovani salvare il futuro». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI