Tamponamento, poi il «pirata» scappa Condannato a 14 mesi
PAVIA. A bordo di una Clio aveva tamponato un'altra macchina, all'ingresso di corso Carlo Alberto, in centro a Pavia, e poi si era dato alla fuga. Amine Darif, 33 anni, domiciliato a San Martino, è stato condannato a un anno e due mesi dal giudice Luigi Riganti per l'accusa di omissione di soccorso. A processo, ma per il reato di simulazione di reato, c'era anche una donna di 25 anni di Chignolo Po, proprietaria dell'auto, che però è stata assolta. La giovane (che era difesa dall'avvocato Luigi Ariano del foro di Vigevano) doveva rispondere di avere denunciato falsamente il furto della macchina, un'ora dopo l'incidente: chiamando il 113 aveva spiegato che la sua automobile, una Clio, era sparita dalla strada in cui l'aveva parcheggiata la sera prima. Le motivazioni della sentenza saranno depositate solo fra qualche settimana. Il processo si è invece concluso con una sentenza di responsabilità per l'imputato Darif (era difeso dall'avvocato Endrit Fufi di Milano). Il fatto al centro del processo risale al 27 agosto del 2014. Alle 9 di quel giorno arriva una chiamata ai carabinieri da parte di un'automobilista che, a bordo di una Punto, dice di essere stato tamponato da una macchina che è poi scappata. L'uomo è ferito: al pronto soccorso i medici riscontrano una distorsione delle vertebre lombari. Le indagini si mettono subito in moto e si scopre che c'è un collegamento tra l'incidente e la segnalazione di un presunto furto di automobile denunciato appena un'ora dopo lo schianto. L'uomo che era alla guida della macchina viene identificato e finisce a processo con l'accusa di fuga e omissione di soccorso dopo l'incidente, un reato che, dal 2010, prevede un inasprimento della pena (chi causa un incidente in cui restano ferite delle persone ha l'obbligo non solo di fermarsi ma anche di prestare assistenza). Per l'uomo, al termine del processo, è scattata così la condanna a un anno e due mesi di reclusione (con la pena sospesa). --M. Fio.