Arsenico nelle acque Sequestrati 12 pozzi
Caserta. Pozzi utilizzati per le colture agricole e l'uso domestico contaminati per decenni con l'arsenico usato per l'attività di un'industria nata nel 1958 e dimessa trent'anni dopo, ed un intero quartiere fatto di abitazioni e attività produttive sorto nel frattempo, sottoposto al rischio di contaminazione della falda. È quanto scoperto dall'indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha sequestrato dodici pozzi in un'area compresa tra Caserta e San Nicola la Strada. Il fascicolo è per ora contro ignoti e vi sono contestati i reati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque.In alcuni pozzi è stata accertata la presenza di circa 9.000 milligrammi per litro di arsenico, una «quantità abnorme» secondo il procuratore di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone (la soglia legale è di 10 mg); acqua utilizzata per anni per irrigare alcune colture, ma anche per i giardini di complessi residenziali. --