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Il movimento del corpo che racconta l'intimità dell'animo umano, che ne descrive la continua tensione alla ricerca del proprio destino, e che riesce anche ad esprimerne la forza e la tenacia, la gioia di vivere nonostante le difficoltà davanti a cui il mondo ci pone: è attraverso la danza, con le coreografie di tre grandi maestri, che venerdì 15 febbraio alle 21, sul palco del Teatro Fraschini, il Balletto dell'Opéra National de Bordeaux farà emozionare e riflettere il pubblico nel narrare per mezzo del corpo e della musica l'esperienza umana nelle sue sfumature meno prevedibili. Un corpo di ballo, quello dell'Opéra di Bordeaux, che vanta una storia secolare e la collaborazione di grandi protagonisti della danza internazionale: nato al tempo di Luigi XIV, infatti, sviluppatosi a Bordeaux dal 1700, ha il merito di aver introdotto negli anni, soprattutto a partire dagli anni '90, un repertorio moderno e contemporaneo che è andato ad affiancare quello classico e tradizionale del balletto dell'800. Così grazie all'intuito della direzione, alla quale ora si trova Éric Quilleré, uno dei promotori di questo importante salto di qualità all'epoca piuttosto visionario, i danzatori della compagnia, arrivati a quota quaranta, tutti giovani e promettenti talenti, possono destreggiarsi in pas de bourrées, piroettes, salti e arabesque in un repertorio che spazia da Lo Schiaccianoci, Giselle, La Bella Addormentata, Il Lago dei Cigni a pezzi di recente composizione come quelli che presenteranno al Fraschini.Il programma della performance prevede infatti le coreografie del francese Maurice Béjart, del ceco Jirí Kylián, e dell'istraeliano Ohad Naharin, tre innovatori del settore. Béjart ne "Le chant du compagnon errant" ha, sulle note estratte dal Lieder di Gustave Mahler "Eines fahrenden Gesellen", lavorato alla narrazione di un viaggio di ricerca, quello del compagnon errant, il giovane romantico, metafora dell'uomo anche moderno, che va alla ricerca del proprio destino affrontando se stesso e la solitudine. "La petite mort" di Kylián, invece, nasce sugli estratti del Concerto per pianoforte e orchestra n.23 in La maggiore e n. 21, in Do maggiore, di W. A. Mozart, e utilizzata nel suo significato letterario diventa una metafora della sospensione provvisoria di bisogni e desideri, una morte interiore, la perdita dello slancio vitale in un momento di trascendenza, di distacco dal mondo terreno. Tutta l'energia trattenuta durante le due coreografie, ritenute, delicate, a tratti malinconiche, esplode invece in "Minus 16" di Naharin, una spirale di stati d'animo incorniciati da una narrazione ironica. In un'alternarsi di pezzi musicali e di danza differenti, tra formazioni di gruppo e intensi pas de deux, Naharin vuole trasmettere al pubblico la gioia di vivere, nonostante le difficoltà e i momenti di scoraggiamento; un messaggio che con tutta la crudezza e la prepotenza di corpi perfetti in movimento, vuole arrivare al corpo di ciascuno di noi e, di conseguenza, all'anima. Biglietti da 32 a 8 euro, ridotto per giovani under 30 e per over 65. Per info: 0382 371214. --Claudia Agrestino