Senza Titolo
la letteraGentile Direttore,ritengo sia utile un nostro contributo al dibattito sui problemi del servizio di trasporto pubblico della Provincia di Pavia, e soprattutto sia dovuta una risposta alla lettera inviata dal presidente di Autoguidovie, Camillo Ranza, ai cittadini pavesi e del Pavese per tramite del suo giornale che giustamente l'ha pubblicata il 6 febbraio.Il dottor Ranza, presidente di una delle più importanti società italiane nel settore del trasporto pubblico locale, si meraviglia dell'accoglienza non entusiastica ricevuta nel vostro territorio, imputando alla Agenzia del trasporto pubblico e alla Provincia di Pavia di non aver sufficientemente spiegato ai passeggeri le difficoltà del subentro, gli ostacoli posti dalle precedenti aziende affidatarie e di non aver evidenziato gli elementi positivi della nuova gestione, riassumibili per brevità nel rinnovo del parco mezzi e nell'assunzione di oltre 400 dipendenti provenienti dagli ex gestori.Come Autoguidovie sa e come sanno ancora meglio gli utenti del Comune e della Provincia di Pavia, che legittimamente pretendono il servizio dovuto e ne lamentano i disagi, queste non sono elargizioni per le quali essere riconoscenti, ma obblighi previsti dalla gara che Autoguidovie ha vinto proprio grazie all'impegno a rispettarli.E' vero che il subentro alla passata gestione ha comportato problemi. Ben lo sanno le imprese coinvolte, i sindacati, la Provincia e soprattutto il Prefetto troppe volte chiamato in causa, ma l'importante è che oltre 400 posti di lavoro siano stati salvaguardati.Questa risposta non ci sarebbe stata se non fosse stata chiamata a gran voce da chi si lamenta con il territorio che lo ha accolto e ne attende il servizio promesso dove serve anche a una sola persona, e non solo dove paga. Finora Agenzia ha sempre cercato di svolgere il proprio ruolo restando fuori dalle luci della ribalta, convinta che le polemiche, troppe volte strumentali, non aiutino a migliorare i servizi e ad ottenere un trasporto pubblico di qualità sempre migliore.Questo vale nella diatriba tra Milano e Regione sull'aumento del biglietto e vale a Pavia, a Lodi e Monza, perché l'Agenzia è un soggetto tecnico e non politico, che non deve operare attraverso dichiarazioni pubbliche di intenti, ma attraverso il quotidiano impegno, nei limiti posti dalle normative e dagli obblighi contrattuali. Programmare e offrire servizi che rispondano alle richieste degli utenti, utilizzare bene le risorse pubbliche, fare bene i contratti di servizio e farli rispettare, questi sono i nostri compiti.Proprio per questo, la lettera del dott. Ranza impone alcune precisazioni. Il rinnovo del parco mezzi non è una gentile concessione di Autoguidovie al territorio, ma un obbligo richiesto dalla gara, accettato con la partecipazione e imposto dal contratto. Lo stesso vale per l'assunzione dei dipendenti provenienti dai precedenti gestori, dovuta eticamente prima ancora che per legge e per effetto degli obblighi di gara.Su questo aspetto delicato Autoguidovie non è certo stata supportata dai gestori uscenti, ma ha reagito con altrettanta rigidità, con l'unico risultato che le tensioni imprenditoriali si sono scaricate sui lavoratori, con effetti che ancora una volta è il territorio ingiustamente a pagare.Il dott. Ranza presenta infine l'esigenza di riorganizzare i servizi domandandosi se "è logico continuare a servire un territorio senza utenti con autobus da 12 metri o non sarebbe meglio e più civile aumentare i servizi nei territori a domanda forte...?". Certo dobbiamo tutti lavorare per potenziare i servizi nelle zone dove la domanda è maggiore e l'affollamento sui mezzi eccessivo, ma queste risorse non possiamo trovarle togliendo servizi là dove non ci sono alternative, come nel cuore dell'Oltrepò.Il servizio di trasporto pubblico, in questi territori, è un servizio "minimo essenziale", ed è una definizione che già esprime una quasi impotenza, ma quel poco è dovuto ed è parte dello sforzo rivolto a mantenere vivo un territorio minacciato dallo spopolamento. Sbagliato? Per noi è giusto e dovuto, ma in ogni caso non sta a noi giudicare e men che meno a chi questo servizio si è assunto l'onere di garantirlo. Se l'Agenzia dovesse ragionare da impresa concentrando il servizio dove riempie i bus, allora dovrebbe concentrarlo a Milano e forse allora anche Autoguidovie non sarebbe così contenta.Per concludere, posto che la soddisfazione degli utenti dipende da quanto quotidianamente vissuto in termini di qualità del servizio erogato, regolarità e puntualità, qualità delle informazioni, completezza della rete di vendita, cortesia del personale, è evidente che a prescindere da qualsiasi dichiarazione e imputazione un problema c'è, e va risolto rispettando il contratto e dando risposte sulla strada, non cercando alibi sulle pagine dei giornali. --Umberto Regaliapresidente Agenziatrasporto pubblico locale