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Buche a PaviaE in due oreè tutto risoltoVenerdì 8 febbraio. Ore 11: ritorno a casa, zona piazza Castello, dopo due passi sotto un bel sole e sento una signora lamentarsi per una buca, non grande ma profonda, al centro di un passaggio quasi obbligato per i pedoni. Ore 11.30: chiamo il centralino del Comune, chiedo qual è l'ufficio di pertinenza e mi passano l'Ufficio Strade, cui segnalo la presenza del contenuto, ma rischioso, dissesto. Ore 13.30: due addetti alla manutenzione intervengono, riparano la buca indicata e altri due avvallamenti nei dintorni. Un piacevole stupore per la prontezza di reazione e complimenti a tutti gli attori.Terenzio Scapolla. PaviaScuola e lavoroL'alternanzadi una voltaLeggo sempre con grande interesse le considerazioni sull'iniziativa didattica relativa all'alternanza scuola lavoro e rilevo, con sorpresa e rammarico, alcuni aspetti negativi che non ho mai riscontrato durante il mio ruolo di direttore del Centro di Formazione professionale della Fondazione Clerici di Pavia.L'attività dei corsi regionali della Clerici è iniziata nel 1973, che ho avuto l'opportunità di avviare e gestire per diversi anni e avviare anche i centri di Mortara e Vigevano su proposta dell'indimenticabile amico Walter Damiani che ha caparbiamente voluto portare in provincia di Pavia. Sino dal 1974, grazie alla preziosa collaborazione dei docenti, si erano attivati i periodi di alternanza scuola lavoro, tra i primi in Lombardia e predisposto il protocollo d'intesa con le aziende ospitanti gli allievi, tuttora in vigore. Le aziende, laboratori, studi professionali ed Enti Pubblici individuati o segnalati dagli stessi allievi, venivano direttamente contattati dai docenti che stilavano, in collaborazione con i responsabili un programma specifico sulla base delle attività dei soggetti ospitanti a cui venivano presentati gli allievi e seguiti periodicamente dai docenti con visite sul luogo di lavoro. Al termine dello stage veniva chiesto alle stesse aziende una valutazione sul comportamento e modalità di apprendimento, con la piena ed entusiastica collaborazione dei titolari, che successivamente, ed in misura rilevante, hanno offerto lavoro agli stessi allievi. Ancora adesso incontro diversi ex allievi che mi esprimono la loro gratitudine. Probabilmente le considerazioni non del tutto positive sull'alternanza sono dovute all'insufficiente attivazione delle premesse e presupposti per l'attivazione che, ripeto, sono state e sono tuttora di notevole importanza didattica e formativa grazie proprio ai docenti che vorrei ancora una volta ringraziare per la loro disponibilità extra cattedra.Cesare Piccinini ex direttore Cfp Clerici PaviaReddito di cittadinanzaSe la burocraziacomplica il percorsoOgni giorno che passa, la burocrazia italiana è sempre più invadente e cavarsela sarà sempre più dura. E' stato presentato il sito del reddito di cittadinanza. Essendo curioso e volendo capire come funziona, mi collego e trovo subito problemi e contraddizioni. Da casa e via internet non si fa niente, se non si hanno determinati strumenti. Si deve avere lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) che vuol dire seguire una trafila in vari uffici (o attraverso siti preposti) e pagare una somma. Bisogna poi premunirsi della dichiarazione ISEE, e per averla bisogna recarsi presso i Caf o enti preposti. Poi seguire tutta la prassi per la ricerca di un posto di lavoro. Dura la vita. Ma questo Governo non è il cambiamento e la semplificazione?Mi domando: se un cittadino chiede il reddito di cittadinanza, vuol dire che ha redditi bassi o non ne ha; e allora come fa a spendere euri per internet, per avere lo SPID e per altro ancora? Allora tutto si fa per il dio soldo. Il povero rimane sempre povero. E' vero che la tecnologia aiuta, ma solo per chi se la può permettere. Internet non deve servire solo per i social, vedere o leggere cosa fa questo o quel personaggio, ma deve servire al popolo nella giusta misura e deve essere alla portata di tutti. Le conplicazioni non portano a niente. A questo governo dico: non raschiate anche voi il fondo del barile.Otello Martin. Silvano PietraSanitàGrazie per le curee l'attenzioneLe mani di un chirurgo sono lo strumento più importante. Le dita sottili e affusolate, capaci di muovere il bisturi come un violinista "accarezza" le corde di un violino, sono la fortuna nella sua carriera in sala operatoria.Abilità e talento, non si possono tramandare. Tuttavia la professionalità e le competenze si possono insegnare, trasmettere e "comunicare". Così ha fatto la professoressa Angela Faga, nella sua carriera accademica e in sala operatoria.Ne hanno sicuramente giovato i suoi collaboratori ed i suoi pazienti, tra i quali io, che mi sono rivolto a lei, per ragioni di salute.Le mie parole vogliono significare un ringraziamento a questa donna speciale, professore di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all'Università di Pavia e primario di Chirurgia Plastica presso l'Irccs Ics Maugeri, sino all'ottobre 2018, per la competenza, la perizia, la disponibilità e i modi gentili con i quali mi ha prestato le sue cure e la sua attenzione.Ernesto BorrèCampospinoso